In attesa del consueto bilancio complessivo delle criticità riscontrate nei centri educativi delle Canarie nel primo giorno del nuovo anno scolastico, la giornata di ieri ha rappresentato un serio disagio per la comunità del Colegio de Educación Infantil y Primaria (CEIP) Igueste, nel comune di Candelaria. Circa 180 bambini e bambine tra i 3 e gli 11 anni sono infatti rimasti senza il servizio di mensa scolastica per mancanza di personale sufficiente.
La portata del problema si comprende meglio considerando che le famiglie sono state avvisate solo intorno alle due del pomeriggio del giorno precedente, con pochissimo tempo per trovare una soluzione. Molti genitori hanno dovuto organizzarsi in fretta, chiedendo aiuto a parenti o amici per andare a prendere i figli prima delle 15:00, evitando così che restassero senza pranzo. “Abbiamo dovuto ricorrere ai nonni e persino ad amici per andare a prendere i bambini”, racconta Clara, una delle madri coinvolte.
Secondo i genitori, già dal 1° settembre avevano avvisato la Consejería de Educación del Governo delle Canarie che non c’era personale sufficiente per garantire il funzionamento del servizio. Nonostante ciò, sono stati informati solo poche ore prima della sospensione. Dal canto suo, il dipartimento guidato da Poli Suárez ha assicurato che il servizio sarebbe stato ripristinato già il giorno successivo, sebbene in condizioni di precarietà che fanno temere nuove interruzioni improvvise.
“Non è un problema nuovo, lo abbiamo già vissuto l’anno scorso”, spiega Clara. “Servono sei lavoratori per portare avanti il servizio, ma lo scorso anno si arrangiavano in quattro. In più di un’occasione l’ausiliaria di cucina ha dovuto sostituire la cuoca e persino la direttrice ha finito per servire i piatti in mensa”.
Il timore, precisa la madre, era concreto già dal 1° settembre: “Al CEIP Igueste avevamo tre lavoratrici a tempo indeterminato in mensa, ma due sono andate in pensione e la sostituta è in malattia. Così ieri non c’è stato servizio, ed è impensabile che una sola persona gestisca un lavoro del genere, soprattutto considerando i bambini con allergie alimentari e il rischio di contaminazioni incrociate”.
Clara riconosce la rapidità di risposta della Consejería, ma resta la preoccupazione: sono previste solo tre nuove assunzioni, con il rischio di ripetere la precarietà dello scorso anno. “In più, tra pochi mesi andrà in pensione anche la terza lavoratrice di ruolo. Con appena quattro persone, basta un’assenza per malattia e ci ritroveremo nella stessa situazione, costretti a chiedere favori a parenti e conoscenti. Se fossero adolescenti sarebbe diverso, ma capisce bene che una bambina di quattro anni non può rimanere senza mangiare fino alle tre del pomeriggio”, conclude, ricordando che l’AMPA (associazione dei genitori) prolunga la permanenza a scuola fino alle 15:00, ma senza alcun supporto alimentare.

