I movimenti nelle alte sfere per replicare la mozione di sfiducia di Puerto de la Cruz in altri comuni di Tenerife sono in corso da mesi e continueranno, anche se, naturalmente, tutto dipende dalla collaborazione di certi consiglieri, poiché i seggi sono sempre di loro proprietà. Tuttavia, Diario de Avisos è in grado di affermare che, almeno nel caso di Granadilla, due delle forze indispensabili per cercare di rimuovere la socialista Jennifer Miranda dalla carica di sindaco hanno raggiunto un accordo (almeno verbale o di intenti).
Fonti di entrambe le formazioni confermano ciò, per cui, per raggiungere la cifra necessaria di 13 consiglieri (che segna la maggioranza assoluta) manca solo il sostegno di uno dei due consiglieri del PP, dato che CC conta su 10 e VOX su 2 (José Sanabria González e Adaisy Arias Pérez).
Quei due rappresentanti del PP di Granadilla, Marco Antonio Rodríguez e Bianca Cerbán, fanno parte dell’attuale governo insieme al PSOE dopo aver fatto pendere la bilancia il giorno dell’insediamento dell’attuale amministrazione, a giugno 2023. Quel sabato, a causa delle cattive relazioni con l’allora sindaco di CC, Domingo Regalado, e altri membri di questo partito, optarono per un accordo con i socialisti, che sorprese molti (soprattutto fuori dalla località), ma che avevano pianificato da tempo. Tuttavia, questo patto ha infranto o complicato leggermente la strategia regionale e insulare del PP negli accordi successivi alle elezioni di maggio dello stesso anno, ha compensato il co-governo di CC e PSOE nel Cabildo di Fuerteventura (escludendo il PP di Fernando Enseñat) e, non rispettando le direttive di fare di nuovo sindaco Regalado, ha comportato un immediato procedimento di espulsione da parte della direzione conservatrice nelle Isole.
Tuttavia, come confessano varie fonti del PP, quei procedimenti sono ancora in vigore, “ma in quel modo”, nel senso che possono essere facilmente revocati se alla fine propiziano un cambio di governo a scapito del PSOE. A tal fine, e dato quel patto CC-VOX, basta che un consigliere popolare firmi una mozione di sfiducia affinché, secondo le informazioni in possesso di questo giornale, venga presentata.
Come accade ad Arico e a Güímar, altre possibili piazze dove il PP e CC (nelle alte sfere) esplorano potenziali mozioni di sfiducia, tutto dipende dai consiglieri, ma i tentativi, le chiamate, le offerte e persino le pressioni continuano. Diario de Avisos ha conferma che, secondo le fonti consultate, uno dei due consiglieri del PP a Granadilla si mostra totalmente fedele al patto con il PSOE e difende la sindaca, ma i dubbi ricadono sull’altro rappresentante (senza specificare se sia Rodríguez o Cerbán). La chiave risiede nel fatto che le direzioni insulare, regionale e, persino, statale convincano quell’altro consigliere.
Nel frattempo, l’accordo tra CC e VOX dimostra che il caso puntuale di Teguise a giugno 2023 non è casuale. In questo comune del nord di Lanzarote, i nazionalisti hanno mantenuto la carica di sindaco un anno fa, che era occupata dall’attuale presidente conejero, Oswaldo Bethencourt, grazie al sostegno dell’unico consigliere di VOX (Ginés González), che è entrato nel governo. Successivamente, questo consigliere ha abbandonato il suo partito, ma ha mantenuto il seggio, i suoi incarichi locali e, probabilmente, anche le sue idee di estrema destra, anche se questo non ha mai preoccupato CC.
In precedenza, Fernando Clavijo e altri dirigenti di CC, in elezioni e per anni, hanno ripetuto fino alla nausea che non avrebbero mai pattuito con “gli estremi, con VOX e Podemos”, soprattutto per la visione centralista dello Stato da parte dell’estrema destra, anche se, per quanto accaduto a Teguise e, ora, davanti a un eventuale accordo per censurare una sindaca del PSOE a Granadilla, tutto sembra relativizzarsi e contestualizzarsi: dipende semplicemente da ciò che si ottiene in cambio.
Non è ancora chiaro se VOX appoggerà solo la mozione di sfiducia e punti specifici nei prossimi anni per facilitare la gestione, almeno nelle linee generali (bilanci…), o se cogovernerebbe, che è ciò che, secondo le fonti, vogliono i suoi consiglieri.

