Il Governo delle Canarie sta lavorando a una riorganizzazione complessiva del sistema di accoglienza per i minori migranti. Lo ha spiegato la direttrice generale per la Protezione dell’Infanzia e delle Famiglie, Sandra Rodríguez, al termine del comitato interamministrativo svoltosi martedì con lo Stato per discutere il trasferimento dei minori richiedenti asilo verso la Penisola.
Nel corso dell’ultimo anno sono stati attivati 20 nuovi centri di emergenza di dimensioni ridotte, con l’obiettivo di “alleggerire la pressione sui macrocentri” e chiudere quelli che non rispettavano gli standard di assistenza previsti. Alcune strutture, in particolare nelle isole di Gran Canaria e Lanzarote, sono già state chiuse dopo l’emersione di irregolarità, e sono state presentate denunce che hanno dato origine a indagini tuttora in corso.
Parallelamente, prosegue l’inchiesta sul presunto uso improprio di fondi della Fondazione Siglo XXI. Rodríguez ha precisato che l’amministrazione autonoma ha messo fin dall’inizio tutta la documentazione a disposizione della Procura per facilitare le indagini.
Controlli economici e qualità del servizio
Sul fronte economico, la direttrice ha spiegato che i contratti di accoglienza si basano su una tariffa giornaliera per posto e per minore, e che ogni mese viene effettuata una verifica per garantire che le fatture corrispondano al numero effettivo dei bambini ospitati.
È inoltre stato introdotto un sistema di controllo della qualità, sviluppato in collaborazione con l’Agenzia Europea, che consente di ispezionare regolarmente i centri e assicurare il rispetto degli standard di cura e di buon trattamento. Da questo lavoro sono nati due nuovi protocolli fondamentali: uno dedicato alle buone pratiche e l’altro finalizzato a uniformare i criteri di assistenza.
Guardando al futuro, l’Esecutivo regionale punta a regolarizzare i contratti con le diverse entità che gestiscono i servizi di accoglienza. A tale scopo è stata richiesta una rendicontazione dettagliata delle spese, per avere un quadro chiaro della situazione finanziaria e “poter avanzare nel processo di revisione”.
Rodríguez ha infine ricordato che la forte pressione dovuta all’elevato numero di minori assistiti — fino a 6.000 in alcuni periodi — ha finora reso difficile normalizzare e monitorare in modo completo tutti i contratti.

