BASTA TURISMO LOW COST: ARRIVA LA TASSA AI NON RESIDENTI
Le Canarie dicono basta al turismo low cost. Dopo anni di record di presenze ma anche di crescenti pressioni ambientali e sociali, l’arcipelago spagnolo si prepara a introdurre una tassa per chi arriva in vacanza. Una misura che vuole cambiare le regole del gioco in uno dei territori più visitati d’Europa.
L’obiettivo è chiaro: far pagare un contributo giornaliero — tra 1 e 3 euro a notte — ai turisti che soggiornano negli hotel e negli appartamenti turistici delle isole. I fondi raccolti servirebbero a finanziare progetti ambientali, migliorare i servizi pubblici e compensare l’impatto del turismo di massa, che negli ultimi anni ha messo a dura prova infrastrutture e risorse naturali.
Secondo i dati ufficiali del Governo delle Canarie, oltre la metà dei residenti è favorevole all’introduzione della tassa. Anche molti visitatori, soprattutto tedeschi e nord-europei, si dichiarano disposti a pagare un piccolo supplemento “per un turismo più sostenibile”.
Nonostante il consenso crescente, il Parlamento regionale aveva respinto in primavera una proposta di legge per rendere la tassa obbligatoria in tutto l’arcipelago. Tuttavia, alcuni comuni — come Mogán, a Gran Canaria — hanno già mosso i primi passi, tentando di introdurre autonomamente il contributo turistico, anche se non senza scontri legali.
Dietro la misura, c’è un messaggio politico forte: le Canarie non vogliono più essere la meta del turismo low cost.
“Non possiamo continuare a crescere a qualsiasi costo”, affermano alcuni rappresentanti locali. “Il nostro territorio è limitato e deve essere protetto.”
Mentre il dibattito si riaccende, il futuro del turismo canario sembra avviarsi verso una nuova era: meno quantità, più qualità — e un conto che, presto, anche i turisti dovranno imparare a pagare.
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