Un cayuco con circa 230 migranti, tra cui 16 donne, è arrivato questo martedì al porto di La Restinga, sull’isola di El Hierro, secondo quanto confermato da fonti di Salvamento Marítimo e della Guardia Civil.
L’imbarcazione è stata individuata a circa 17 chilometri dalla costa grazie al sistema di sorveglianza SIVE della Guardia Civil. La nave di salvataggio Salvamar Navia è partita per intercettarla e l’ha scortata in sicurezza fino all’ingresso nel porto.
Il miglioramento delle condizioni del mare ha favorito negli ultimi due giorni l’arrivo di due imbarcazioni precarie alle Isole Canarie, con un totale di quasi 450 migranti a bordo.
La rotta canaria, una via sempre più pericolosa
Negli ultimi anni, la rotta atlantica verso le Isole Canarie è diventata una delle principali vie di accesso all’Europa per i migranti provenienti dall’Africa occidentale, in particolare da Senegal, Mauritania e Gambia.
Si tratta però di una delle traversate più lunghe e pericolose, con viaggi che possono durare fino a dieci giorni in mare aperto, su imbarcazioni di fortuna e senza adeguate condizioni di sicurezza.
Secondo dati di organizzazioni umanitarie e fonti europee, il numero di arrivi alle Canarie è cresciuto costantemente dal 2020, superando in alcuni anni le 30.000 persone. Molti di loro vengono soccorsi in condizioni critiche di disidratazione e sfinimento, mentre centinaia risultano dispersi o deceduti durante la traversata.
Le autorità spagnole hanno rafforzato i controlli e le operazioni di salvataggio, ma continuano a sottolineare la necessità di una risposta coordinata a livello europeo, che affronti le cause profonde della migrazione e migliori i canali legali di ingresso.

