Le acque straordinariamente calde dell’Atlantico settentrionale allarmano gli scienziati
Il meteorologo José Miguel Viñas, della piattaforma Meteored, ha indicato che le possibilità di impatto di una tempesta tropicale o di un uragano vicino alle Canarie o alla Penisola Iberica sono più elevate quest’anno rispetto alle stagioni passate. Ciò è dovuto in parte alle acque straordinariamente calde nell’Atlantico settentrionale.
La stagione degli uragani nell’oceano Atlantico, che va dal 1 giugno al 30 novembre, è prevista molto attiva secondo le prime proiezioni, suggerendo la possibilità di stabilire un record storico.
Le cifre condivise da Meteored Messico sono sorprendenti: si prevede la formazione di 25 sistemi ciclonici tropicali nell’Atlantico, compresi quattordici uragani di categoria 1 e 2, nonché sei di categoria 3 o superiore.
Un fattore determinante per l’attività ciclonica è la fase dell’ENSO (El Niño Oscillazione del Sud). A giugno 2023 è iniziato un episodio di El Niño che si è intensificato durante autunno e inverno, ma ora mostra segni di indebolimento. Storicamente, gli anni con El Niño sono spesso associati a stagioni degli uragani più tranquille nell’Atlantico, a differenza degli anni con La Niña.
Fino all’inizio della stagione, ci si aspetta che il fenomeno attuale di El Niño si evolva verso una fase neutra, seguita da La Niña, che probabilmente si intensificherà durante il secondo semestre del 2024. Questo potrebbe portare a una riduzione dell’intensità dei venti in quota sopra l’Atlantico settentrionale, favorendo lo sviluppo di tempeste tropicali e uragani.
Inoltre, sono state osservate anomalie di calore record nelle acque dell’Atlantico nell’ultimo anno, le cui cause sono ancora oggetto di indagine. Alcuni scienziati del clima suggeriscono che potrebbero essere un segno di un possibile “punto di non ritorno” nel comportamento del sistema climatico, che potrebbe favorire anche la formazione di fenomeni meteorologici estremi.
Pertanto, le probabilità che una tempesta tropicale o un uragano colpisca le Canarie, Madeira, la Penisola Iberica o il sud delle isole britanniche sono maggiori quest’anno rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, Viñas precisa che è improbabile che un grande uragano colpisca la Spagna; al suo posto, ci si aspettano depressioni, tempeste tropicali o cicloni post-tropicali.

