Come accaduto mercoledì scorso con la crisi del governo di Arona, ora in attesa di riorganizzarsi dopo la decisa decisione della sindaca Fátima Lemes di destituire i quattro consiglieri di Más por Arona, anche la situazione del capannone industriale di Guaza, oggetto di ristrutturazione e ampliamento da parte della società di noleggio veicoli Cicar, ha subito un cambiamento radicale e repentino. Con una delibera datata 8 gennaio, il Comune di Arona, e in particolare l’Assessorato all’Urbanistica diretto fino a mercoledì scorso dall’ex membro del PSOE Luis García – figura chiave nella rottura del precedente governo socialista guidato da José Julián Mena e promotore determinante di Más por Arona – ha decretato il sigillo delle strutture e, di conseguenza, la sospensione dei lavori. Tuttavia, il provvedimento di maggiore impatto è stato la revoca della consolidazione del terreno a uso commerciale, elemento centrale della controversia politica e giudiziaria sull’idoneità di ristrutturare e ampliare la struttura, precedentemente occupata da Renault, e destinarla ad attività commerciali.
Curiosamente, senza che fosse reso noto finora, fonti interne a Más por Arona – il partito espulso mercoledì scorso dal governo locale – hanno dichiarato a Canarias Ahora che il fascicolo relativo alla sospensione dei lavori, emanato lo scorso settembre dall’Agenzia Canaria di Protezione dell’Ambiente Naturale per presunta mancanza dei permessi necessari, era stato restituito al Comune. Questo passaggio ha consentito di decretare il sigillo l’8 gennaio. Tuttavia, secondo le stesse fonti, i tecnici della Direzione Urbanistica avevano già deciso, prima della risoluzione dell’Agenzia, sia di sigillare la struttura sia di revocare la consolidazione del terreno.
Non è chiaro se tale decisione rappresenti un ulteriore motivo alla base della perdita di fiducia e del dissenso verso Más por Arona, motivazioni principali addotte dalla sindaca conservatrice per giustificare la destituzione dei consiglieri. Tuttavia, il provvedimento del Comune rende estremamente complessa la prosecuzione dei lavori di ampliamento e ristrutturazione del capannone, sebbene alcune fonti indichino che, in momenti specifici, i lavori potrebbero essere continuati all’interno.
Prima di questo sigillo e della revoca della consolidazione del terreno per uso industriale, i lavori nel capannone e nei suoi esterni sono proseguiti per mesi, nonostante la decisione dell’organo principale di disciplina urbanistica della comunità autonoma, emanata il 16 settembre e firmata dalla direttrice esecutiva il 13 dello stesso mese.
Un imprenditore al centro della crisi del PSOE locale del 2020
La società di autonoleggio Cicar ha acquistato il capannone dall’imprenditore Diego Cano, promotore anche del centro commerciale di El Camisón, la cui controversia scatenò nel 2020 una crisi che portò alla rottura del governo di maggioranza assoluta del PSOE di Arona. Fu proprio questa crisi a favorire la nascita di Más por Arona, formazione politica creata dai consiglieri dissidenti dell’ex sindaco José Julián Mena, che si allearono con PP e CC per formare un nuovo governo. Tuttavia, questa alleanza è durata meno di due anni e si è conclusa mercoledì scorso, senza che i consiglieri di Coalición Canaria ne fossero informati.
Fino a questo nuovo sigillo – preceduto da altri nel passato – i lavori nel capannone sono stati oggetto di denunce presso l’Agenzia di Protezione dell’Ambiente Naturale, i tribunali e la Guardia Civil fin dall’ottobre scorso. Le denunce provengono dagli stessi soggetti che originariamente avevano segnalato la ristrutturazione e l’ampliamento dell’immobile, che secondo la loro versione e vari rapporti della Polizia Locale (supportati da testimonianze di residenti) era inutilizzato dal 2012. Tuttavia, ci sono state interpretazioni contrastanti e documenti discordanti all’interno dell’area Urbanistica locale, alimentando ulteriori polemiche tra funzionari, come la segretaria e il segretario municipale (contrari alla concessione dell’uso commerciale consolidato) e l’architetto Damián Hernández, che invece sosteneva la legittimità della destinazione commerciale.
Il futuro della struttura
Con la revoca della consolidazione e dell’uso commerciale del terreno, diventa estremamente difficile completare i lavori e destinare l’immobile agli scopi aziendali di Cicar, salvo cambiamenti con il nuovo governo locale, attualmente formato da PP e CC. C’è anche la possibilità di un ingresso dei due consiglieri di Vox e del supporto esterno dell’unico rappresentante di Nueva Canarias (NC) per raggiungere la maggioranza assoluta di 13 membri (5 consiglieri del PP, 5 di CC, 2 di Vox e 1 di NC). Tuttavia, resta da vedere se Coalición Canaria accetterà di collaborare con Vox o se emergeranno alternative di governo o un’indebolita stabilità, come già accaduto durante il mandato di Mena dal 2020.

