Sette individui nelle Canarie hanno usufruito del suicidio assistito secondo quanto riportato dall’Assessore alla Salute, Blas Trujillo, durante una sessione parlamentare. Dopo il primo anno dall’approvazione della legge Ley Orgánica 3/2021 che regola l’eutanasia, cinque donne e due uomini hanno fatto uso di questa opzione, previa approvazione della commissione incaricata di valutarne i termini (Comisión de Garantía y Evaluación).
Nel corso della seduta parlamentare, Trujillo ha reso noti i risultati ottenuti nell’arcipelago dopo un anno dall’entrata in vigore della legge che ha reso la Spagna il quarto paese europeo a legalizzare l’eutanasia e il suicidio assistito, insieme a Olanda, Belgio e Lussemburgo. Attualmente, solo cinque paesi europei consentono questa pratica, con l’Austria che si è unita a loro lo scorso gennaio. Tra i criteri per richiedere l’assistenza, vi sono l’essere maggiorenni, la capacità di intendere e volere al momento della richiesta, la presenza di una malattia incurabile e dolorosa, e la necessità di aver formulato due richieste scritte a distanza di almeno 15 giorni l’una dall’altra. La normativa stabilisce anche gli obblighi del personale sanitario coinvolto, garantendo il rispetto dei diritti riconosciuti.
La legge prevede inoltre la possibilità di presentare una richiesta anticipata, da applicare in futuro qualora non si sia in grado di decidere autonomamente. Questo documento, chiamato Manifestación Anticipada de Voluntad (MAV), viene registrato e annotato nella storia clinica del Servicio Canario de Salud (SCS), sia per l’Attenzione Primaria che per quella Specializzata.
Trujillo ha anche dichiarato che dal 2007, quando è stato istituito il “Registro de MAV” nelle Canarie, sono state registrate 17.295 iscrizioni, di cui 14.763 attive. Dall’entrata in vigore della legge sull’eutanasia, sono state registrate 1.438 nuove iscrizioni, di cui 892 esprimono il desiderio di applicare l’eutanasia, 71 preferiscono non farlo, mentre 388 non hanno espresso una chiara preferenza.

