ALLARME INTOSSICAZIONE ALLE CANARIE: AUMENTANO I CASI DA CIGUATERA
Aumentano alle Isole Canarie i casi di intossicazione alimentare legati al consumo di pesce locale, in particolare a causa della ciguatera, una tossinfezione naturale già nota alle autorità sanitarie dell’arcipelago. Il fenomeno continua a destare preoccupazione, soprattutto per il coinvolgimento di pesci di grandi dimensioni immessi nel consumo senza adeguati controlli.
La ciguatera è provocata da ciguatossine, sostanze naturali che si accumulano nella catena alimentare marina e che non vengono eliminate né con la cottura né con la congelazione. Le tossine sono invisibili, inodori e insapori, rendendo difficile individuarle prima del consumo.
Le specie maggiormente coinvolte nei casi segnalati sono medregal, mero e barracuda, in particolare esemplari di grossa taglia. Gli esperti sottolineano che più il pesce è grande, maggiore è la probabilità di accumulo delle tossine.
I sintomi dell’intossicazione possono comparire anche diverse ore dopo l’ingestione e includono nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, formicolii, alterazioni della percezione del caldo e del freddo, debolezza muscolare e disturbi neurologici. In alcuni casi, le conseguenze possono protrarsi per settimane o mesi.
Le autorità sanitarie ribadiscono che la maggior parte del pesce commercializzato attraverso canali ufficiali è sicuro, grazie ai protocolli di controllo e analisi. Il rischio principale riguarda il consumo di pesce pescato privatamente o distribuito al di fuori dei circuiti autorizzati, soprattutto dopo la pesca sportiva.
In caso di sintomi sospetti dopo il consumo di pesce locale, è fondamentale rivolgersi immediatamente a un centro sanitario e segnalare l’episodio alle autorità competenti. La prevenzione resta l’unico strumento efficace per limitare nuovi casi e tutelare la salute pubblica nelle Isole Canarie.
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