Il nuovo disegno di legge, la cui discussione parlamentare è iniziata ieri, mira a contrastare le “alterazioni del mercato immobiliare e della casa”.
Giovedì 6 febbraio, la consigliera per il Turismo e l’Occupazione del Governo delle Canarie, Jessica de León, ha consegnato alla presidente del Parlamento canario, Astrid Pérez, il Progetto di Legge per l’Organizzazione Sostenibile dell’Uso Turistico delle Abitazioni.
Il documento ha avviato ieri il suo iter legislativo con la riunione della Commissione Generale dei Cabildos nella sede del Parlamento. Il testo dovrà ora essere integrato con le eventuali modifiche proposte dai gruppi parlamentari e, successivamente, verrà sottoposto a votazione.
Come già anticipato dalla stessa De León in precedenti dichiarazioni, una volta approvata, la nuova normativa impedirà:
- che le nuove abitazioni immesse sul mercato possano essere destinate all’uso turistico nei dieci anni successivi alla loro costruzione;
- che interi edifici, situati su terreni ad uso residenziale, vengano adibiti ad affitto turistico.
Entrambe le misure rappresentano un freno per chi stabilisce il prezzo delle case in base alla loro redditività turistica e, soprattutto, una vera e propria condanna per i cosiddetti “falsi hotel”.
La fine della speculazione sulla compravendita degli “appartamenti turistici”
Il primo comma dell’articolo 5 della legge stabilisce le regole per le abitazioni ad uso residenziale e recita:
“Le abitazioni residenziali per le quali si intenda attivare un’attività di locazione turistica devono avere un’anzianità minima di dieci anni, attestabile tramite dichiarazione di nuova costruzione, licenza di prima occupazione, certificato municipale rilasciato a tale scopo, certificazione catastale o qualsiasi altro mezzo valido secondo la legge.”
Questa disposizione è stata introdotta per evitare qualsiasi tentativo di promuovere o commercializzare abitazioni fin dalla loro costruzione per uso turistico, poiché ciò equivarrebbe ad alterare il mercato immobiliare e a eludere le normative urbanistiche. Attualmente, infatti, una tendenza diffusa tra i promotori immobiliari è quella di sviluppare progetti pensati sin dall’inizio per investitori alla ricerca della massima redditività offerta dal settore degli affitti turistici, con conseguente aumento del prezzo di vendita degli immobili.
Addio ai “falsi hotel”
Il secondo comma dello stesso articolo stabilisce i requisiti affinché l’affitto turistico sia ammesso su suolo residenziale. In particolare, sottolinea che negli edifici residenziali collettivi, come definiti dalla legislazione nazionale in materia urbanistica, il numero di posti letto destinati all’uso turistico non potrà superare le 10 unità. Inoltre, vengono imposti specifici rapporti tra case turistiche e residenziali, nonché limiti di metri quadrati.
Queste restrizioni pongono un doppio freno alla proliferazione dei “falsi hotel”, sia negli edifici con più di dieci anni di vita che in quelli di nuova costruzione.

