SINGAPORE. La provocazione di un ristorante che usa carne bianca in provetta al posto del guanciale fa indignare i paladini del piatto simbolo della tavola italiana, amato nel Paese e all’estero.
La nuova carbonara? Eccola servita su un piatto non certo d’argento. Si tratta di un piatto un po’ diverso da quelli che siam soliti ordinare soprattutto nei ristoranti e nelle trattorie di Roma. In questo caso è stato servito in un ristorante di Singapore con il pollo al posto del guanciale. E già qui i carbonara addict storcerebbero all’istante le forchette. Ma non è tutto: il pollo in questione non è uno di quelli che razzola nell’aia, o più comunemente allevato a terra (anche se nei capannoni). No. Si tratta di carne sintetica.
Come dire oltre al danno della tradizione italica, la beffa del palato. È dei mesi scorsi l’appassionato dibattito sulle origini di questo piatto che rappresenta uno dei simboli più iconici della tavola italiana, a partire dal Centro Italia per poi espandersi in tutto lo stivale e all’estero.
A denunciare l’affronto al (buon) gusto tricolore è stata Coldiretti che durante il Salone della falsa cucina italiana ha lanciato un vero e proprio allarme contro un menu apparecchiato a dovere e non certo a piacere per attaccare il valore del nostro patrimonio gastronomico unico al mondo: “È in corso un fantasy horror a tavola nel quale tutto pare permesso” ha ribadito il presidente dell’organizzazione Ettore Prandini.
Poche ore fa la notizia della “carbonara di plastica” viene ripresa e rilanciata dal vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, responsabile del dipartimento Agricoltura e Turismo della Lega, dopo l’approvazione, oggi mercoledì 19 luglio, del disegno di legge in Senato contro i cibi sintetici: “È davvero questa la direzione che vogliamo prendere? Finta carbonara, finte bistecche, finto latte, che hanno lo stesso sapore elaborato al microscopio a Roma, a New York o nell’Estremo Oriente?. Dietro i nobili intenti etici usati, anche in buona fede, da alcuni sostenitori dei cibi coltivati, si nascondono in realtà gli interessi finanziari di chi vorrebbe immettere sul mercato prodotti alimentari di serie B per competere con le nostre eccellenze, con effetti sulla salute ancora ignoti. Il governo e la maggioranza con il voto di oggi si oppongono a questa deriva”.
“Vietare la produzione e la commercializzazione in Italia della carne coltivata vuol dire proteggere in via cautelativa la salute dei cittadini e difendere la qualità delle nostre produzioni agroalimentari e della nostra cucina”.

