La Caritas Diocesana di Tenerife ha presentato stamattina presso il Cabildo di Tenerife il suo Terzo Rapporto sulla Grave Esclusione Residenziale nell’isola, in collaborazione con l’ente stesso. All’evento presiedeva la consigliera per l’Azione Sociale, Águeda Fumero, che era accompagnata dal segretario generale dell’istituzione cattolica, Ricardo Iglesias. Il coordinatore del suddetto rapporto e del progetto delle Unità Mobili di Assistenza in Strada per le persone senza fissa dimora (UMAC), José Antonio Díez, è stato incaricato di esporre i principali dati dello stesso.
Secondo i dati raccolti da Cáritas, nel 2022 sono state individuate complessivamente 2.261 persone in condizioni di grave esclusione residenziale nell’isola di Tenerife, la maggior parte delle quali si trova nei comuni di Santa Cruz de Tenerife (il 39,14% del totale), San Cristóbal de La Laguna (14,64%), Arona (13,31%), Adeje (6,50%) e Puerto de la Cruz, con il 5% dei casi totali.
Per quanto riguarda la complessità e la durata della problematica, lo studio condotto da Cáritas e il Cabildo stabilisce che quasi quattro persone su dieci in situazione di grave esclusione residenziale si trovano in tale condizione da 13 a 36 mesi, e oltre il 20% supera i dieci anni di senza dimora. L’essere senza dimora è un fenomeno ampio che coinvolge diverse sfaccettature, caratterizzato da molteplici problematiche e privo di una soluzione univoca. Dal punto di vista globale, vi è il riconoscimento di una questione generalizzata, legata alla difficoltà di accesso all’abitazione, che nell’ambito europeo sta diventando un tema strutturale di rilevanza, colpendo, con sempre maggior pregiudizio, diverse fasce della popolazione. Specialmente nei livelli di popolazione in situazione di esclusione.
Con riferimento alle Canarie, stiamo parlando di un 29,1% della popolazione in situazione di esclusione sociale. Di questo insieme, il 14% corrisponderebbe a situazioni di esclusione sociale grave, in cui si può affermare che nell’88,8% di questi nuclei familiari, la presenza di condizioni abitative insicure e inadeguate determina la situazione di grave esclusione residenziale.
Nel 2021, la Caritas Diocesana di Tenerife, in collaborazione con il Cabildo di Tenerife, ha pubblicato il primo studio “Le persone in grave esclusione residenziale a Tenerife”. Esso forniva informazioni raccolte nel secondo semestre del 2020. Nel 2022 è stato pubblicato lo studio “Esclusione Residenziale Estrema a Tenerife in tempi di COVID”, che presenta dati raccolti nel corso del 2021. Il presente documento attualmente fornisce la raccolta di informazioni relative al 2022.
In questa prospettiva, da parte di Cáritas si denuncia che “la cronificazione delle persone senza casa rappresenta un chiaro esempio delle carenze strutturali della nostra società e del sistema di protezione sociale, riflesso di una costante e ripetuta violazione dei diritti fondamentali di queste persone”, senza trovare una soluzione permanente alle loro esigenze di base legate al diritto di accesso all’abitazione. Tale situazione è aggravata da una serie di fattori complessi, come la mancanza di accesso a servizi abitativi accessibili, la mancanza di occupazione e supporto sociale, nonché le sfide legate alla salute mentale e alle dipendenze. Man mano che queste persone affrontano difficoltà costanti nel soddisfare le loro necessità di base, diventano sempre più vulnerabili ed esperiscono una crescente esclusione sociale. Come nei precedenti studi del 2021 e 2022, la percentuale di donne in questa situazione supera il 25%, la maggior parte delle quali è vittima di violenza, abusi e aggressioni. Pertanto, si parla di una doppia discriminazione e di un maggiore grado di vulnerabilità, sia propriamente dovuta al senza dimora che al fatto di essere donna.
Le donne senza casa spesso affrontano la violenza istituzionale, che si manifesta attraverso politiche, pratiche e atteggiamenti discriminatori nei sistemi di assistenza e servizi sociali. Ciò può includere il rifiuto di servizi di base, la mancanza di accesso a rifugi sicuri contro la violenza di genere a causa di problemi di salute mentale o dipendenze e la mancanza di un adeguato supporto per uscire dalla situazione di senza dimora. È importante sottolineare che queste esperienze non sono universali e possono variare a seconda del contesto e della posizione geografica. Tuttavia, la mancanza di alloggio aumenta significativamente la vulnerabilità delle donne alla violenza e ostacola la loro capacità di cercare aiuto e protezione.
Per quanto riguarda i diversi gruppi di età, le fasce più elevate si collocano tra i 26 e i 65 anni, rappresentando il 71,61%. Un’altra somiglianza con i due studi precedenti è l’età media delle persone identificate nel presente studio, di 45,6 anni per gli uomini e di 35,4 anni per le donne. Allo stesso modo, lo studio condotto da Cáritas sottolinea che il diritto alla salute è fondamentale per coloro che si trovano in una situazione di grave esclusione residenziale. Purtroppo, spesso si trovano di fronte a significative barriere nell’accesso a servizi sanitari adeguati. La mancanza di alloggio e l’instabilità della loro situazione rendono difficile l’accesso regolare ai servizi sanitari, il che può comportare problemi di salute non trattati, malattie croniche non controllate e una maggiore vulnerabilità alle malattie infettive. Inoltre, le persone senza casa spesso affrontano la stigmatizzazione e la discriminazione nel sistema sanitario, rendendo ancora più difficile il loro accesso alle cure mediche.
In definitiva, il rapporto redatto da Cáritas mette in luce che le persone in situazione di estrema esclusione residenziale vedono negato l’esercizio della loro cittadinanza e sono private dell’accesso a molti dei loro diritti fondamentali, come l’assistenza sanitaria, l’alloggio, la protezione sociale, la registrazione anagrafica o la partecipazione comunitaria. Pertanto, da parte di Cáritas, continuiamo a chiedere l’attuazione di politiche pubbliche effettive per l’accesso a un alloggio dignitoso per l’intera cittadinanza, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili.
In questa prospettiva, continuiamo a proporre una serie di misure a livello regionale e locale, tra cui la visibilità della realtà del senza dimora a Tenerife, la fornitura di chiavi alla popolazione per comprendere le dinamiche dell’esclusione residenziale senza cadere nel vittimismo e nel paternalismo; sensibilizzare e responsabilizzare la società canaria e creare canali e spazi d’azione affinché le persone possano impegnarsi per il diritto a un alloggio dignitoso.

