MILANO/ITALIA. Quanto sono informati i giovani milanesi sul sesso? Poco. E in maniera confusa e superficiale, considerato che più della metà non usa precauzioni. Complice il fatto che spesso i ragazzi fanno ricerche su internet per chiarire dubbi, per l’imbarazzo di chiedere a un adulto. E’ il quadro che emerge dall’Osservatorio Giovani e Sessualità di Durex, in collaborazione con Skuola.net e il supporto di EbiCo (cooperativa sociale Onlus riconosciuta come Spin-Off Accademico dell’Università di Firenze) su un campione eterogeneo di giovani tra gli 11 e i 24 anni. Oltre a evidenziare un approccio leggero, precoce e molto spesso inconsapevole ai temi della sessualità, emerge un dato allarmante: a Milano 6 giovani su 10 (56,2%) non utilizzano sempre il preservativo (-0,4% rispetto al dato nazionale). Un trend migliore rispetto ai dati raccolti a livello nazionale, ma comunque preoccupante.
L’imbarazzo di rivolgersi agli adulti per argomenti intimi e lo scarso dialogo in famiglia sono fra le cause del deficit educativo sul tema. I giovani, infatti, non sembrano sentirsi a loro agio nell’affrontare questa tematica a casa: il 47,1% (+1,8% rispetto al dato nazionale) dichiara di rivolgersi a internet per chiarire i dubbi in ambito affettivo e sessuale e tra questi la maggior parte lo fa per l’imbarazzo di chiedere a qualcuno (31%) e perché non sa a chi rivolgersi (9,8%), con il rischio di esporsi a fake news e informazioni sbagliate e fuorvianti. Solo il 9,3% si rivolge ai genitori, il 5,5% al medico, il 15,2% chiede aiuto agli amici (+3% rispetto al dato nazionale) e l’11,9% non chiede a nessuno. Dallo studio è emerso anche che i ragazzi fanno le prime esperienze prima dei 13 anni (9,5%), mentre il 41,7% (+3% rispetto al dato nazionale) afferma di aver avuto il primo rapporto sessuale tra i 17 e i 18 anni. Allo stesso modo, in tema di contraccezione, alla domanda relativa al coito interrotto oltre il 33,6% (-5,7% rispetto al dato nazionale) ha risposto definendolo un metodo efficace contro gravidanze indesiderate o infezioni sessualmente trasmesse.
Uno strumento per far fronte a questa scarsa conoscenza in ambito sessuale è ricorrere all’educazione affettiva e sessuale da parte di esperti. In Italia, però, a differenza di altri paesi, l’educazione sessuale non è materia obbligatoria ed è poco diffusa o mal strutturata. Ma i giovani la chiedono: dall’Osservatorio, infatti, emerge che il 95,1% dei giovani milanesi crede che l’educazione alla sessualità e all’affettività dovrebbe essere offerta come materia nel curriculum scolastico. Per questo motivo è stato avviato nel mese di ottobre il progetto “A Luci Accese”, organizzato dall’associazione Ala Milano Onlus e patrocinato dal Comune, sostenuto da Durex con un programma di educazione affettiva e sessuale che ha l’obiettivo di raggiungere 23mila studenti. Le scuole che aderiscono hanno accesso a laboratori di educazione affettiva e sessuale, conferenze e incontri con esperti, docenti, psicologi, genitori e personale scolastico, con momenti dedicati al feedback e la somministrazione di un questionario pre e post interventi per valutare le conoscenze acquisite e il gradimento delle tematiche trattate. Sono inserite anche attività interattive come giochi, quiz, role playing, dibattiti e momenti di riflessione e condivisione in piccoli e grandi gruppi, oltre a uno spazio di ascolto per le domande e le esperienze personali.

