ISOLE CANARIE. L’analisi dettagliata del rapporto straordinario della Diputación del Común conferma che le cattive politiche governative aggravano il problema.
Fino a 250 euro al mese solo per dormire su un letto a castello in una casa di Santa Cruz de Tenerife.
La scarsa promozione e costruzione di alloggi pubblici negli ultimi 30 anni, che ha portato le Isole Canarie ad avere un patrimonio abitativo pubblico inferiore all’1% del totale, rispetto alla media nazionale del 2,5% e a quella europea del 9,3%, insieme al gran numero di case vuote, sono i principali ostacoli alla situazione abitativa delle Isole Canarie.
Sono queste due delle conclusioni a cui è giunta la Diputación del Común delle Isole Canarie attraverso un rapporto straordinario sulla situazione abitativa, i cui contenuti sono stati resi pubblici ieri e che confermano quanto già riportato: la disastrosa politica governativa degli ultimi sei lustri ha aggravato notevolmente gli effetti di quello che lo stesso Rafael Yanes, deputato del Común, ha riconosciuto come “il principale problema sociale delle Isole Canarie”.
Non invano, come ha ricordato ieri il decano della stampa dell’Arcipelago, le conseguenze sono a carico dei vicini di casa che cercano un tetto sopra la testa, e che in città come Santa Cruz de Tenerife – dove il prezzo delle abitazioni è aumentato di più secondo Idealista.com – raggiungono già dei limiti come quello di dover pagare 250 euro al mese per dormire su un letto a castello in un appartamento situato tra la Rambla de Santa Cruz e la via Juan Pablo II.
Per quanto riguarda le case vuote, la Diputación del Común sottolinea che nelle Isole Canarie ci sono 9,7 case vuote ogni 100 abitanti, un dato che si aggiunge al fatto che i due capoluoghi di provincia sono tra le quattro città spagnole con una popolazione superiore ai 200.000 abitanti con la più alta percentuale di case vuote.
Un altro dettaglio della tremenda crisi abitativa sofferta dagli abitanti di Santa Cruz è che la capitale di Tenerife è al primo posto a livello nazionale, con il 17,3% del patrimonio abitativo totale in questa situazione, mentre Las Palmas de Gran Canaria è al quarto posto, con il 14,3%.
Per quanto riguarda le città con una popolazione di oltre 10.000 abitanti, il comune di Tías, a Lanzarote, è al primo posto a livello nazionale, con il 48% di case vuote rispetto al numero totale di abitazioni in quel comune.
Il rapporto della Diputación del Común ha fatto anche un censimento degli alloggi pubblici: da una parte quelli di proprietà dell’Istituto Canario per l’Abitazione (ICAVI), 14.645 abitazioni, a cui vanno aggiunti altri 6.050 gestiti dall’azienda pubblica del Governo delle Isole Canarie Visovan. In totale, 20.695.
Il rapporto rileva anche l’esistenza di una manciata di alloggi pubblici di proprietà del Cabildo de Gran Canaria, l’unico Cabildo a gestire 64 abitazioni pubbliche.
Gli altri alludono a una mancanza di competenze in questo settore.

