BOLOGNA. Il glioma di basso grado, apre la porta a una vera rivoluzione nel campo della ricerca sul cancro. Guadagnando tempo prezioso, in media 16 mesi, per tenere ferma la lesione neoplastica e rallentare il ricorso alla chemio e alla radioterapia, migliorando la qualità della vita del paziente.
La scoperta è stata presentata al Bellaria presso l’Irccs Istituto Scienze Neurologiche di Bologna, dove il dottor Enrico Franceschi, direttore dell’Oncologia del sistema Nervoso, ha illustrato la “nuova pagina che si apre nella terapia dei tumori”. Il farmaco ha dimostrato efficacia nella fase più difficile della sperimentazione, chiamata Fase tre e ora sta aspettando l’approvazione delle agenzie internazionali e nazionali, ma quello che conta è aver aperto una breccia: finora la cura dei tumori cerebrali è sempre passata dall’intervento chirurgico, seguito da chemio e da radioterapia, perché non era mai stato individuato un bersaglio efficace su cui potesse avere effetto un’azione mirata. I farmaci a “bersaglio molecolare” aprono molte prospettive quindi nel trattamento dei tumori cerebrali.

