Il 23,1% degli adulti nelle isole soffre di obesità, ma la situazione è ancora più grave tra i minori: il 35,5%.
Il Parlamento delle Canarie ha approvato una Proposta Non di Legge (PNL) per chiedere che l’obesità venga riconosciuta come malattia cronica all’interno della Cartera de servicios comunes del Sistema Sanitario Nazionale spagnolo.
La misura mira anche a finanziare con fondi pubblici i trattamenti farmacologici contro l’obesità.
Il testo, presentato dal gruppo Nueva Canarias–Bloque Canarista (NC–BC), è stato approvato con 54 voti a favore e 3 astensioni (provenienti dal gruppo misto e da Vox).
L’accordo prevede inoltre l’elaborazione di un piano integrale di prevenzione e diagnosi precoce, con particolare attenzione all’obesità infantile.
Un problema sanitario e sociale
La deputata Raquel Noemí, durante il suo intervento, ha definito l’obesità «un grave problema per le Canarie», sottolineando che si tratta di una malattia cronica e multifattoriale, ben lontana dall’essere solo una questione estetica.
Ha inoltre evidenziato che «il 23,1% della popolazione adulta è obesa» e che la situazione è «ancora più preoccupante tra i bambini, dove la percentuale raggiunge il 35,5%».
Le Canarie, ha ricordato, sono la seconda comunità autonoma con il tasso più alto di obesità in Spagna.
Secondo i dati citati, l’obesità aumenta del 20% la spesa sanitaria nazionale, pari a circa 2,8 miliardi di euro l’anno. Ma i costi indiretti – come l’assenteismo, la riduzione della produttività e l’invalidità – sarebbero persino maggiori.
Da qui la richiesta di inserire l’obesità nella lista ufficiale delle malattie croniche, «per evitare che continui a essere trattata come un semplice sintomo o un problema estetico», e di rendere accessibile a tutti i cittadini il trattamento farmacologico attraverso il sistema sanitario pubblico.
Il dibattito politico
Il gruppo Vox ha proposto un emendamento per estendere le richieste non solo allo Stato, ma anche al Governo regionale delle Canarie, invitandolo a «fare la propria parte».
Il deputato Galván ha lodato la portavoce di NC–BC per aver messo in evidenza anche l’impatto economico dell’obesità sul mondo del lavoro e ha chiesto di rafforzare i programmi educativi e familiari volti a promuovere la dieta mediterranea e gli stili di vita sani, sostenendo al contempo il settore agricolo locale.
Da parte sua, la deputata Vidina Espino (Coalición Canaria) ha espresso «grande preoccupazione» per un problema su cui il Governo regionale «sta già lavorando», citando l’approvazione del protocollo integrato per il trattamento di sovrappeso e obesità all’interno del Servizio Sanitario Canario (SCS), definito «pionieristico» in Spagna.
Espino ha però chiesto allo Stato più risorse economiche e l’inclusione ufficiale dell’obesità come malattia cronica nel sistema sanitario nazionale: «Le nostre percentuali di obesità sono molto più alte della media spagnola e richiedono uno sforzo straordinario».
Un approccio sociale e sanitario
Il deputato David Morales (Partido Popular) ha invitato a «non collegare direttamente l’obesità alla scarsa produttività lavorativa», per evitare stigmatizzazioni, e ha ribadito l’importanza del programma regionale di assistenza integrale e del sistema pubblico di prescrizione dell’attività fisica attivo nelle Canarie.
Dal gruppo ASG, Mendoza ha definito l’obesità «una sfida sociale di primo ordine» e ha chiesto di passare «dalle mozioni ai risultati concreti».
Infine, Pérez del Pino (PSOE) ha ricordato che l’obesità «ha un volto», colpendo soprattutto le famiglie dei quartieri più poveri, dove si concentrano povertà alimentare, precarietà e mancanza di alloggi adeguati.
Ha criticato il Governo regionale per la legge sul turismo abitativo, che avrebbe sottratto al mercato residenziale oltre 32.000 abitazioni, aggravando la crisi sociale.
Il PSOE ha chiesto «più determinazione» e misure concrete nei prossimi bilanci, sottolineando la necessità di rafforzare la medicina di base e di introdurre un sistema di valutazione continua dei risultati.

