La Polizia Nazionale ha concluso l’operazione “Tabaiba”, un’indagine economico-patrimoniale che ha portato all’incriminazione di quattro direttori di centri per minori stranieri non accompagnati nelle isole di Gran Canaria e Lanzarote, insieme a un imprenditore immobiliare e alla Fondazione Siglo XXI, incaricata della gestione dei centri. Tutti sono accusati del presunto dirottamento di fondi europei destinati all’accoglienza e al mantenimento dei minori.
Le indagini, condotte dall’Unità di Delinquenza Economica e Fiscale (UDEF) della Jefatura Superior de Policía de Canarias, sono iniziate nel 2022 dopo la ricezione di un rapporto del SEPBLAC (Servizio Esecutivo per la Prevenzione del Riciclaggio di Capitali e delle Infrazioni Monetarie), ente dipendente dal Banco de España. Il rapporto segnalava “numerose operazioni bancarie ingiustificate e anomale” collegate ai responsabili di diversi centri di accoglienza.
Il caso è stato quindi trasmesso alla Procura Speciale contro la Corruzione e la Criminalità Organizzata di Las Palmas, che ha aperto un’inchiesta e dato avvio all’operazione “Tabaiba”, una complessa indagine durata tre anni. Successivamente, il fascicolo è passato al Tribunale d’Istruzione n. 7 di Las Palmas de Gran Canaria, sotto la supervisione della Procura Europea.
Spese personali e trasferimenti sospetti
L’analisi di migliaia di movimenti bancari e documenti contabili ha rivelato che gli indagati avrebbero deviato parte dei fondi europei “Next Generation”, trasferiti attraverso il Governo delle Canarie e il Cabildo di Lanzarote, per scopi personali.
Dei circa 1,6 milioni di euro ricevuti dalla fondazione, oltre 1,1 milioni sarebbero stati prelevati in contanti tramite operazioni frazionate. Inoltre, sono state scoperte trasferenze dirette per oltre 25.000 euro verso conti privati e spese personali addebitate ai conti dei centri, tra cui interventi estetici, vacanze, carburante e cene nei ristoranti.
Tali pratiche sono emerse dopo che la banca ha chiuso i conti della fondazione, in applicazione della legge sulla Prevenzione del Riciclaggio di Denaro (Legge 10/2010).
Documenti falsificati e affitti gonfiati
Su richiesta del giudice, la fondazione ha consegnato migliaia di documenti contabili per giustificare le operazioni sospette, ma l’analisi della polizia ha rivelato fatture duplicate o triplicate, documenti senza data, servizi non identificabili e spese non riconducibili ai centri. Tutto ciò ha evidenziato una manipolazione contabile volta a nascondere il dirottamento dei fondi.
L’indagine ha inoltre scoperto un sistema di affitti gonfiati per gli immobili che ospitavano i centri: l’imprenditore proprietario, in accordo con la fondazione, avrebbe utilizzato società di comodo per far figurare canoni di locazione due o tre volte superiori ai prezzi di mercato, generando un sovrapprezzo di oltre 1,3 milioni di euro tra il 2021 e il 2023.
I fondi sottratti sarebbero poi stati trasferiti su altri conti o utilizzati in operazioni immobiliari, configurando presunte attività di riciclaggio di denaro tramite l’acquisto di beni patrimoniali.
Sono quindi sei gli imputati: quattro direttori di centri per minori, un imprenditore immobiliare e la fondazione coinvolta.
Tutti hanno età comprese tra 31 e 61 anni e nessun precedente penale.
Le indagini giudiziarie restano aperte, e si attende la valutazione finale della Procura Europea per stabilire l’esatto ammontare del danno arrecato ai fondi europei e pubblici.

