Confermata anche da una nuova osservazione del 2 agosto 2025 con il Telescopio Gemello da Due Metri
L’astrofisico Avi Loeb, professore all’Università di Harvard e direttore del Progetto Galileo, ha segnalato nuove anomalie riguardanti l’oggetto interstellare 3I/ATLAS, sulla base di recenti immagini raccolte da telescopi spaziali e terrestri, tra cui quelli situati all’Osservatorio del Teide, a Tenerife.
In un articolo pubblicato su El Confidencial, Loeb spiega che un’immagine catturata dal Telescopio Spaziale Hubble il 21 luglio 2025 ha mostrato un bagliore esteso diretto verso il Sole — un comportamento opposto a quello dei cometi conosciuti, le cui code si allontanano normalmente dalla nostra stella.
Questa particolare struttura, denominata “anticoda”, sarebbe stata confermata anche da una nuova osservazione effettuata il 2 agosto 2025 con il Telescopio Gemello da Due Metri (TtT), formato da due coppie di telescopi da 0,8 metri ciascuna, installati sul Teide.
Secondo Loeb, l’immagine ottenuta dall’osservatorio delle Canarie — frutto di 159 esposizioni da 50 secondi ciascuna — mostra un getto lungo circa 6.000 chilometri, diretto verso il Sole, un dato che solleva interrogativi sulla natura e l’origine dell’oggetto.
“L’esistenza di un’anticoda diretta verso il Sole è un’anomalia”, afferma Loeb, che ha dichiarato di essere al lavoro con Eric Keto su un nuovo studio volto ad analizzare la fisica dietro questo fenomeno.
Il Telescopio Gemello da Due Metri al Teide
Il Telescopio Gemello da Due Metri (TtT), situato presso l’Osservatorio del Teide a Tenerife, fa parte di un’infrastruttura scientifica internazionale dedicata all’osservazione astronomica ad alta precisione.
È composto da due coppie di telescopi con un’apertura di 0,8 metri ciascuno, progettati per seguire in modo continuo corpi minori del Sistema Solare, esopianeti e fenomeni transitori.
Grazie alla sua capacità di acquisire serie di immagini ad alta risoluzione, il TtT consente di rilevare variazioni sottili nella luminosità e nella struttura degli oggetti celesti, rendendolo uno strumento essenziale per l’astrofotometria e lo studio degli oggetti interstellari, come il 3I/ATLAS.
