Quasi 700.000 isolani sono a rischio di povertà o esclusione sociale; tra loro 91.000 bambini e adolescenti, pari al 40,2%
Alle Canarie, il 31,2% della popolazione — circa 695.400 persone — vive in una condizione di rischio di povertà e/o esclusione sociale. Nonostante un miglioramento di 2,6 punti percentuali rispetto al 2023 (la quarta riduzione più significativa in Spagna), l’arcipelago resta la quinta regione con la più alta incidenza AROPE, superata solo da Andalusia, Castilla-La Mancha, Estremadura e Murcia. A livello nazionale la media è del 25,8%, quindi le Canarie la superano di oltre cinque punti.
Se fossero un Paese, sarebbero il più povero d’Europa.
L’EAPN Canarias (Rete europea di lotta contro la povertà e l’esclusione sociale) ha presentato il suo rapporto Lo stato della povertà alle Canarie 2025, che analizza l’evoluzione del fenomeno nell’arcipelago. Il documento evidenzia una tendenza positiva costante dal 2019, ma secondo il vicepresidente dell’organizzazione, Fernando Rodríguez, persistono ancora “squilibri strutturali che impediscono una ripresa omogenea”.
La tassa di povertà — definita come reddito inferiore a 965 euro mensili per unità di consumo — riguarda il 24,6% della popolazione, pari a 550.700 persone, mentre la media nazionale è del 19,7%.
Ancora più allarmante è la povertà severa, che colpisce il 10,6% dei residenti, ossia circa 225.000 persone che vivono con meno di 664 euro al mese.
Povertà e lavoro
Uno degli indicatori AROPE più significativi è la bassa intensità lavorativa, cioè le famiglie in cui si lavora meno del 20% del potenziale complessivo. Nelle Canarie questo valore è sceso al 10,4% (circa 232.800 persone), rispetto al 14,3% dell’anno precedente, segnando un miglioramento di quasi 4 punti — uno dei cali più rilevanti del Paese.
Povertà infantile e disuguaglianze di genere
Il rapporto evidenzia che la povertà ha un forte carattere di genere e d’età. Le donne risultano più esposte: il 25,6% vive in povertà, contro il 23,6% degli uomini, e la percentuale sale ulteriormente tra le madri sole con figli a carico. La povertà severa colpisce il 10,5% delle donne e il 9,7% degli uomini.
La situazione più critica riguarda i minori: il 40,2% dei bambini e adolescenti canari (circa 91.000) è a rischio di povertà o esclusione sociale — una delle cifre più alte della Spagna, nonostante un calo di 4,3 punti. La povertà severa infantile si attesta al 13,7%, pur in miglioramento per il terzo anno consecutivo.
Tra i disoccupati, la povertà raggiunge il 60,8%; tra le persone con disabilità, il 42,3%; e tra chi vive in affitto, quasi la metà (48,6%).
Emergenza abitativa
La casa è uno dei fattori più determinanti nei processi di povertà ed esclusione. Gli affitti alle Canarie sono aumentati del 68% tra il 2014 e il 2024, contro una media nazionale del 39,3%. Anche le rate dei mutui sono cresciute del 20,1%.
Il 17,7% della popolazione — quasi 400.000 persone — ha dichiarato di aver avuto ritardi nei pagamenti legati alla casa o ad acquisti a rate.
La deprivazione materiale e sociale severa, indicatore che misura l’impossibilità di accedere a beni e servizi essenziali, colpisce il 10,8% della popolazione, pari a circa 241.800 persone.
Tre ambiti mostrano un peggioramento:
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il 45,4% non può permettersi una settimana di vacanza all’anno (3,1 punti in più rispetto al 2024);
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il 14,5% non riesce a incontrare amici o familiari almeno una volta al mese (+2,7 punti);
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il 17,3% non può partecipare ad attività ricreative (+2,8 punti).
Reddito e disuguaglianza
Il 57,4% dei canari (1,28 milioni di persone) dichiara di avere difficoltà ad arrivare a fine mese, contro una media nazionale del 47,4%. Quasi la metà (48,9%) non può far fronte a spese impreviste superiori a 800 euro.
Il reddito medio pro capite alle Canarie è di 13.372 euro, ossia 1.435 euro in meno rispetto alla media nazionale. Nonostante un leggero recupero, la disuguaglianza resta marcata: il 20% più ricco guadagna 5,5 volte più del 20% più povero.
Senza aiuti, la povertà colpirebbe quasi la metà della popolazione
Secondo l’EAPN, gli aiuti pubblici — come la Renta Canaria de Ciudadanía, il Reddito Minimo Vitale, la revalorizzazione delle pensioni e l’aumento del salario minimo — sono stati decisivi nel contenere l’emergenza.
Senza queste misure, la povertà salirebbe al 47,3% della popolazione, quasi una persona su due. Se si considerassero solo le pensioni di vecchiaia e reversibilità, la percentuale raggiungerebbe il 33%.
Resta inoltre elevato il numero di pensionati poveri: il 14,8% percepisce meno di 552 euro mensili, e tra le vedove la povertà colpisce il 30,4%, una maggioranza di donne sole.
