Al congresso europeo di oncologia di Berlino le terapie più innovative per diagnosi e cura dei tumori
Al Congresso annuale della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO), in corso a Berlino, oltre 37 mila specialisti da tutto il mondo si confrontano sulle più recenti innovazioni in campo oncologico. Dalle terapie mirate con anticorpi coniugati ai test del sangue capaci di individuare oltre 50 tipi di tumore prima dei sintomi, fino alle nuove strategie per i tumori della vescica, la ricerca offre oggi strumenti sempre più precisi ed efficaci.
«Il futuro dell’oncologia è già qui, e in parte è già realtà», sottolinea Giuseppe Curigliano, presidente di ESMO e direttore della Divisione di sviluppo di nuovi farmaci dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.
Gli anticorpi coniugati: la nuova generazione dei farmaci mirati
Gli anticorpi coniugati (ADC) rappresentano una delle scoperte più promettenti.
«Sono composti da due elementi: un anticorpo monoclonale, progettato per riconoscere in modo selettivo le cellule tumorali, e un chemioterapico ad alta potenza che viene rilasciato direttamente sul bersaglio», spiega Curigliano.
Questa combinazione consente una maggiore efficacia e minori effetti collaterali, poiché la sostanza tossica agisce solo dove serve, risparmiando le cellule sane.
Tra i farmaci più studiati, il Trastuzumab deruxtecan — già utilizzato per il carcinoma mammario — è al centro di nuove ricerche anche su tumori del polmone e della vescica, confermando il potenziale degli ADC come pilastro delle terapie del futuro.
Biopsia liquida: diagnosi più semplice e meno invasiva
Sul fronte diagnostico, la biopsia liquida si conferma un passo decisivo verso la diagnosi precoce e il monitoraggio personalizzato.
Come spiega Massimo Di Maio, direttore dell’Oncologia Medica 1U dell’Ospedale Molinette di Torino, si tratta dell’analisi del DNA tumorale circolante (ctDNA) presente nel sangue o in altri fluidi biologici.
Con un semplice prelievo, è possibile valutare l’evoluzione della malattia in tempo reale e indirizzare la scelta terapeutica più appropriata.
È una procedura non invasiva e sempre più diffusa: consente di rilevare la malattia minima residua e individuare mutazioni specifiche da colpire con farmaci mirati, migliorando l’efficacia delle cure.
Test del sangue e tumore della vescica: nuove prospettive
Tra le innovazioni presentate al congresso figura lo studio Pathfinder 2, che valuta il test del sangue “Galleri” sviluppato dall’azienda Grail. Il test promette di individuare precocemente oltre 50 tipi di tumore, prima ancora della comparsa dei sintomi.
Pur non essendo ancora disponibile sul mercato, il suo impiego potrebbe rivoluzionare la diagnosi oncologica. Tuttavia, Di Maio avverte: «È necessario evitare un eccesso di esami inutili e il rischio di ansia nei pazienti».
Per quanto riguarda il carcinoma della vescica, i nuovi studi presentati a Berlino potrebbero modificare gli standard terapeutici.
Fino a oggi, nelle forme superficiali si utilizzava il BCG, un batterio iniettato nella vescica dopo la rimozione del tumore.
Per le forme più gravi, la terapia standard da vent’anni è la chemioterapia preoperatoria seguita da chirurgia, ma il rischio di recidiva resta alto. Le nuove terapie mirano a ridurre questo rischio e migliorare la sopravvivenza.
In Italia, il carcinoma della vescica è il quarto tumore più comune dopo i 50 anni, con circa 29.700 nuovi casi all’anno, di cui oltre 24 mila tra gli uomini, ma in aumento anche tra le donne.
Oncologia di precisione: la cura su misura per ogni paziente
L’oncologia di precisione rappresenta oggi una delle principali rivoluzioni in corso.
Le terapie non si basano più solo sull’organo colpito, ma sulle mutazioni genetiche presenti nel tumore di ciascun paziente.
«Le alterazioni del DNA sono ormai la chiave per scegliere la terapia più efficace e personalizzata», sottolinea Curigliano.
Un paziente su quattro potrebbe beneficiare di una terapia mirata, e in Italia si stimano oltre 31 mila nuovi casi di cancro ogni anno legati a mutazioni genetiche.
