Mentre i caccia russi e i droni continuano a sconfinare nei cieli dell’Europa orientale, da Washington arrivano segnali di riduzione dei fondi per la difesa degli alleati europei. Secondo fonti confermate da Reuters, l’amministrazione Trump avrebbe comunicato ai diplomatici dell’UE che l’Europa deve «dipendere meno dagli Stati Uniti» per la propria sicurezza, con particolare riferimento agli Stati Baltici.
Un messaggio che ha trovato immediata risposta da Bruxelles. In un’intervista a Repubblica, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ribadito la necessità di rafforzare l’autonomia strategica europea: «Gli incidenti, in particolare quello in Polonia, dimostrano quanto sia urgente costruire un pilastro europeo più solido. La Nato resta il fulcro della nostra difesa collettiva, ma dobbiamo essere più autosufficienti». Von der Leyen ha ricordato il programma “Prontezza per il 2030”, che prevede fino a 800 miliardi di euro destinati all’industria della difesa, precisando però che non si parla di un esercito europeo: le forze armate resteranno sotto il controllo dei singoli Stati.
Oltre 3.000 soldati italiani già schierati
In questo contesto si inserisce l’operazione Nato “Sentinella dell’Est”, mirata a rafforzare la protezione di Polonia e Paesi Baltici. L’Italia contribuisce con oltre 3.000 uomini, più di 1.000 mezzi terrestri e una ventina di aerei, coordinati dal Comando Operativo di Vertice Interforze (Covi). Gli F-35 italiani si sono già distinti in Estonia durante recenti intercettazioni di Mig russi. Il 23 settembre il ministro della Difesa Guido Crosetto visiterà il contingente aereo di Amari, a conferma della centralità di questa missione per Roma.
In caso di emergenza, inoltre, l’Italia potrebbe contare sulla Forza di Reazione Rapida della Nato di stanza a Solbiate Olona (Varese), sotto comando italiano, pronta a mobilitare fino a 10.000 uomini e 1.500 mezzi.
Baltic Eagle III: l’Italia presidia i cieli baltici
All’aeroporto di Amari, vicino Tallinn, operano fino a ottobre gli F-35A del 32° Stormo di Amendola e del 6° Stormo di Ghedi, già protagonisti di incontri ravvicinati con i Mig russi. A seguire, subentreranno gli Eurofighter Typhoon delle basi di Grosseto, Gioia del Colle, Trapani e Istrana. La task force italiana schiera anche sistemi di difesa aerea Samp/T, velivoli da sorveglianza G550 Caew e Super King Spydr. L’Aeronautica militare partecipa alla missione di Baltic Air Policing sin dal suo avvio, 21 anni fa.
La presenza italiana dal Baltico ai Balcani
In Lettonia, dal 2016, il Task Group Baltic impiega 250 militari e 139 mezzi terrestri, con i bersaglieri della Brigata Garibaldi di stanza al Camp Adazi insieme a contingenti multinazionali.
In Bulgaria il dispositivo è ancora più consistente: 740 soldati italiani partecipano all’operazione Enhanced Vigilance Activity, lanciata nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Il Battle Group a guida italiana comprende anche unità provenienti da Stati Uniti, Albania, Grecia, Montenegro e Macedonia del Nord.
Infine, in Ungheria, al Camp Croft, da agosto operano gli alpini della Brigata Julia, subentrati alla Brigata Aosta dopo l’esercitazione Saber Guardian 2025, condotta insieme alla Legione straniera spagnola. Simulazioni con droni, mortai e tiratori scelti hanno messo in evidenza i nuovi scenari di minaccia che la Nato si prepara ad affrontare.

