Tenerife si avvia verso una crisi nell’approvvigionamento idrico senza precedenti, sia nel breve che nel medio periodo, se non verranno adottate misure più drastiche di quelle già introdotte dopo la dichiarazione di emergenza idrica del 29 maggio 2024, prorogata fino a oggi. L’allarme è stato lanciato dal Consiglio Insulare delle Acque (CIATF), organismo del Cabildo di Tenerife, in un rapporto preparato per la redazione del Piano Idrologico 2027-2033.
Il documento, base per la pianificazione del ciclo integrale dell’acqua, evidenzia con dati concreti che la domanda è in costante crescita mentre le riserve diminuiscono. Per questo sarà necessario puntare con decisione su desalinizzazione, riutilizzo, risparmio e sensibilizzazione della cittadinanza.
Un’isola senza fiumi
Tenerife non dispone di corsi d’acqua superficiali a causa della sua orografia, e storicamente ha dovuto ricorrere a pozzi e gallerie per estrarre acqua dal sottosuolo. Tuttavia, la siccità degli ultimi anni ha ridotto la ricarica naturale dell’acquifero.
Le piogge scarse e irregolari hanno provocato un calo notevole: gallerie e pozzi, che forniscono il 70% dell’acqua consumata sull’isola, entro il 2033 ridurranno la loro portata del 60% rispetto al 1985. Secondo le proiezioni, il volume disponibile passerà dagli attuali 188 a 127 ettometri cubi.
Un acquifero sotto pressione
Il CIATF sottolinea che la progressiva diminuzione dell’acqua sotterranea è legata alla forte dipendenza da queste risorse in un territorio con piogge irregolari e scarsa capacità di ricarica naturale. La transizione sarà inevitabile verso un modello idrico più basato sulla desalinizzazione e sul riutilizzo.
Nonostante ciò, la conservazione dell’acquifero resta prioritaria e richiede misure di protezione e gestione mirate, in un contesto di cambiamento climatico e crescita della domanda.
Domanda in aumento
Secondo il rapporto, la richiesta di acqua è oggi superiore del 10% rispetto a 25 anni fa, spinta dall’aumento della popolazione (attualmente 955.000 abitanti, che supereranno il milione entro il 2033) e dall’arrivo di oltre 7 milioni di turisti all’anno.
La domanda totale passerà da 186 ettometri cubi nel 2010 a oltre 203 nel 2033. Con le risorse attuali, questa quantità non potrà essere garantita.
Ripartizione dei consumi
Nel 2033 la distribuzione sarà la seguente:
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Popolazione e turismo: 48,2%
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Agricoltura e allevamento: 45,3%
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Industria: 2,4%
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Campi da golf: 2%
Verso più acqua desalinizzata
Attualmente il 70% dell’acqua proviene da pozzi e gallerie, mentre la desalinizzazione copre circa il 40%. Ma per soddisfare la domanda futura, le cinque grandi impianti di desalinizzazione di Tenerife dovranno raddoppiare la loro produzione, passando da 40 a 76 ettometri cubi.
Se ciò non accadesse, sarebbe necessario aumentare ulteriormente il risparmio idrico e l’utilizzo di acqua rigenerata, utile soprattutto per agricoltura e giardini.
Emergenza idrica
Le misure già introdotte con l’emergenza idrica del 2024 – come l’uso di desalatori portatili, la riduzione delle perdite nelle reti obsolete e le restrizioni ai consumi (divieti di riempire piscine o irrigare giardini) – non sono sufficienti.
Il CIATF avverte che il tempo a disposizione è minimo: appena otto anni, mentre per costruire una grande desaladora ne servono almeno cinque.

