La Procura ha chiesto 10 anni di reclusione per ciascuno dei tre imputati accusati di aver aggredito un uomo a una fermata del tram di Tenerife. L’episodio, avvenuto la sera del 12 agosto 2024 alla stazione di Las Mantecas, è stato definito dai testimoni come una «rissa brutale». La vittima ha riportato numerose ferite, gravi ma non tali da metterne in pericolo la vita.
Secondo l’accusa, si è trattato di un tentato omicidio: i tre avrebbero avuto l’intenzione di uccidere la vittima, utilizzando anche un coltello. Per questo la Procura chiede, oltre ai 10 anni di carcere, il pagamento di 25.000 euro di risarcimento (comprese le spese mediche) e la possibilità di espulsione dal Paese.
Le difese, invece, sostengono che si tratti di semplici lesioni aggravate, da valutare con l’attenuante dell’ubriachezza, dato che gli imputati avevano assunto birra, whisky e tranquillanti prima dei fatti. Uno di loro, inoltre, ha confessato subito, motivo per cui le pene – secondo gli avvocati – dovrebbero oscillare tra 2 e 5 anni.
Viene esclusa l’accusa di tentato omicidio poiché l’aggressione è avvenuta in un luogo pubblico e il coltello utilizzato aveva una lama di soli 6 centimetri. Le perizie hanno confermato che le ferite erano superficiali e non hanno interessato organi vitali.
Gli imputati hanno dichiarato che la lite sarebbe nata da un precedente furto di vestiti da parte della vittima, tre giorni prima, nella casa che occupavano vicino a Las Mantecas. Secondo la loro versione, sarebbe stato proprio l’aggredito a portare con sé il coltello, che però gli sarebbe stato sottratto durante lo scontro.
Alcuni testimoni hanno raccontato che uno degli aggressori sferrava la maggior parte dei colpi, anche con l’arma, mentre un altro restava vicino alla porta del vagone. «Sembrava volessero ucciderlo, lo colpivano senza sosta, anche con il coltello», ha dichiarato un passeggero, aggiungendo che i tre sono fuggiti solo quando hanno sentito arrivare l’ambulanza. La vittima fu trovata priva di sensi a terra e trasportata in ospedale.
Le ferite riportate erano numerose e gravi: una lacerazione di 11 centimetri sul volto fino alla guancia, fratture al naso e alla mandibola, oltre a contusioni su collo, orecchio, polso e dita. Sono stati necessari 59 punti di sutura e 35 giorni di cure, di cui uno di ricovero. Ancora oggi l’uomo porta i segni permanenti dell’aggressione, con un danno estetico moderato di livello alto e lesioni al collo in prossimità di vasi sanguigni che avrebbero potuto avere conseguenze letali.
Attualmente sia i tre imputati sia la vittima si trovano in carcere, quest’ultima per un’altra vicenda giudiziaria distinta.

