L’inflazione frena ad agosto, ma le famiglie non se ne accorgono: il costo della vita, infatti, resta elevato soprattutto per alimentari e trasporti. A dirlo sono i dati preliminari diffusi dall’Istat.
Secondo le rilevazioni, la dinamica dei prezzi rallenta principalmente grazie ai beni energetici: quelli regolamentati passano da un aumento del 17,1% al 12,9%, mentre i non regolamentati salgono leggermente dal 5,2% al 5,9%. Un piccolo contributo al ribasso arriva anche dai servizi di comunicazione, che scendono da +0,5% a +0,2%.
Ma se l’energia tira il freno, il carrello della spesa corre. Crescono i prezzi degli alimentari, sia non lavorati (+5,6% contro +5,1%) sia lavorati (+3,0% contro +2,8%). In aumento anche i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+2,9% contro +2,7%) e i trasporti (+3,5% contro +3,3%). L’Istat sottolinea che parte di questi rincari riguarda prodotti e servizi “ad alta frequenza d’acquisto”, quindi particolarmente percepiti dai consumatori.
Il Pil: lieve calo nel secondo trimestre
Sempre secondo l’Istat, nel secondo trimestre 2025 il Pil italiano registra una contrazione dello 0,1% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, al netto degli effetti di calendario e destagionalizzazione. Su base annua, invece, l’economia cresce dello 0,4% rispetto al secondo trimestre 2024. La flessione trimestrale, spiegano dall’Istat, è legata ai contributi nulli della spesa delle famiglie, delle istituzioni senza scopo di lucro e della pubblica amministrazione.
Codacons: “Estate di rincari, +526 euro l’anno per famiglia”
Sui dati interviene il Codacons, che denuncia un’estate caratterizzata dal caro-prezzi, soprattutto per chi è andato in vacanza. «Ad agosto l’inflazione si attesta all’1,6%, che equivale a un maggiore esborso annuo di circa 526 euro per una famiglia tipo e 716 euro per un nucleo con due figli», sottolinea l’associazione.
Secondo il Codacons, a guidare i rincari sono state le voci legate al turismo: voli nazionali +23,5% su base annua, traghetti +7,8%, pacchetti vacanza +10,4%, strutture ricettive +6% e servizi ricreativi e sportivi +6,8%.
E l’allarme non finisce qui: «Alla stangata estiva – conclude l’associazione – si aggiunge quella di settembre legata alla scuola: il materiale di cartoleria segna un aumento medio del +4,8%, mentre i libri scolastici crescono del +3,8%».

