Un emendamento al decreto Infrastrutture, in discussione alla Camera, potrebbe introdurre un nuovo rincaro dei pedaggi autostradali a partire dal 1° agosto. La proposta, firmata dai relatori del provvedimento, prevede un aumento simbolico ma strutturale: un millesimo di euro in più al chilometro per tutti i veicoli, dalle auto e moto ai mezzi pesanti. Tradotto: un euro in più ogni mille chilometri percorsi.
Secondo le stime della Ragioneria generale dello Stato, la misura genererebbe circa 37 milioni di euro annui da destinare principalmente al finanziamento dell’Anas, in risposta a un aumento dei costi operativi e alla riorganizzazione della rete sotto la sua gestione. Il rincaro verrebbe inoltre aggiornato ogni due anni in base all’inflazione, attraverso un decreto del Ministero dei Trasporti.
Le reazioni: tra polemiche e malumori nella maggioranza
La notizia ha immediatamente sollevato un’ondata di critiche. L’Unione Nazionale Consumatori ha definito il rincaro «vergognoso», accusando il governo di cercare risorse sulle spalle degli utenti:
«Ancora una volta si colpiscono famiglie e lavoratori – dichiara il presidente Massimiliano Dona – invece di ricorrere alla fiscalità generale, come previsto dall’articolo 53 della Costituzione».
Anche l’opposizione politica non ha tardato a farsi sentire. La segretaria del PD, Elly Schlein, ha parlato di “un’altra tassa di Meloni sugli italiani”, sottolineando l’effetto negativo per chi si sposta in auto durante le vacanze estive. Il Movimento 5 Stelle, per voce del deputato Riccardo Ricciardi, ha legato la misura alle spese militari:
«Il governo tace su dove trovare i fondi per il riarmo. Ecco la risposta: li prenderà dalle tasche dei cittadini».
Tensioni si registrano anche nella stessa maggioranza, in particolare tra le fila di Fratelli d’Italia, dove non tutti sembrano convinti della necessità di introdurre l’aumento in questa fase economica.

