Dal gennaio al giugno 2025 sono stati registrati quattro decessi in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso
L’arcipelago delle Canarie ha registrato 27 morti per annegamento nei primi sei mesi del 2025, secondo i dati diffusi dalla piattaforma per la prevenzione degli incidenti acquatici “Canarias, 1500 km de Costa”. Si tratta di quattro vittime in meno rispetto allo stesso periodo del 2024, con una riduzione del 13%.
Nel solo mese di giugno, si sono contati 20 incidenti in mare, con diversi livelli di gravità:
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3 morti,
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1 persona in condizioni critiche,
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2 feriti gravi,
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4 con lesioni moderate,
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3 feriti lievi
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e 7 persone tratte in salvo illese.
Un totale di 79 persone coinvolte nel 2025
Nel complesso, da gennaio a giugno 2025, il bilancio degli incidenti in mare o in impianti acquatici nelle Canarie è il seguente:
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27 morti,
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5 bagnanti in condizioni critiche,
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6 gravi,
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19 feriti moderati,
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9 lievi
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e 13 persone salvate senza conseguenze.
In totale, 79 persone sono state coinvolte in incidenti legati all’ambiente acquatico nell’arcipelago.
Secondo i dati della piattaforma, la media mensile dei decessi per annegamento resta stabile a circa cinque persone al mese.
Tre minorenni tra le vittime
Nel primo semestre dell’anno, si sono registrati sei incidenti che hanno coinvolto minorenni, con tre decessi: un dato che rappresenta l’11% delle morti per annegamento nel 2025.
Per quanto riguarda la distribuzione per fasce d’età:
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il 33% delle vittime (9) erano adulti,
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il 30% (8) aveva più di 60 anni,
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il 26% (7 casi) riguarda persone di età non identificata.
Il 74% delle vittime sono uomini
La maggior parte degli annegamenti mortali riguarda uomini (74%), con 20 decessi contro 7 tra le donne (26%).
Gran Canaria è l’isola con più decessi
Per quanto riguarda la distribuzione geografica:
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Gran Canaria è l’isola con il maggior numero di morti (10),
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seguita da Tenerife (9),
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Lanzarote, La Palma e La Gomera con 2 ciascuna,
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Fuerteventura e El Hierro con 1 caso ciascuna.
Le spiagge, l’ambiente più pericoloso
Le spiagge continuano a essere l’ambiente con il maggior numero di incidenti, rappresentando il 48% dei casi, seguite da:
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piscine naturali (24%),
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porti e zone costiere (23%),
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piscine private o pubbliche (5%).

