Secondo i dati diffusi dalla Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), il numero di migranti arrivati attraverso la Rotta Atlantica è diminuito del 35% nei primi cinque mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una tendenza confermata anche dal Ministero dell’Interno spagnolo, che segnala un calo del 35,4%, sebbene con leggere discrepanze nei numeri assoluti: Frontex parla di 11.065 arrivi, mentre il ministero guidato da Fernando Grande-Marlaska ne registra 10.983.
Entrambe le fonti attribuiscono questa diminuzione a una combinazione di fattori, tra cui l’intensificazione delle attività nei Paesi di origine – in particolare la Mauritania –, dove si sono rafforzati i controlli alle frontiere e sono state implementate politiche migratorie più efficaci. Frontex sottolinea anche l’importanza di una maggiore cooperazione tra l’Unione Europea e i Paesi di partenza. A influenzare il calo degli sbarchi contribuiscono anche le condizioni meteorologiche sfavorevoli, tenendo conto che non è ancora iniziata la stagione di bonaccia tra il continente africano e le Canarie, che solitamente si manifesta nella seconda metà dell’anno.
Sia Frontex che il Ministero dell’Interno concordano anche sull’origine dei migranti che percorrono questa rotta: in maggioranza si tratta di cittadini provenienti da Mali, Senegal e Guinea. La collaborazione tra Spagna e Marocco si è rivelata fondamentale per contrastare il traffico di esseri umani: le pattuglie congiunte hanno infatti smantellato diverse reti di contrabbando nei pressi delle Canarie.
Nonostante questi risultati, l’emergenza migratoria continua a mettere sotto pressione le strutture della Comunità autonoma delle Canarie. I sindacati denunciano condizioni di lavoro insostenibili nei centri di accoglienza: ieri, la sigla CC OO ha accusato la ONG Accem – che gestisce il centro per migranti di Las Raíces – di trattare con “disprezzo” i propri dipendenti, che si troverebbero al limite della sopportazione psicologica a causa dell’elevato carico emotivo.
Boicottaggio giuridico alla solidarietà con i minori migranti: anche l’Andalusia si oppone
Si aggrava intanto il fronte politico contro la redistribuzione dei minori migranti non accompagnati sbarcati alle Canarie. L’Andalusia ha annunciato un ricorso al Tribunale Costituzionale contro la recente riforma della Legge sull’Immigrazione, approvata dal Congresso dei Deputati, che impone a tutte le regioni spagnole di accogliere una quota di minori sulla base del principio di solidarietà stabilito dall’articolo 2 della Costituzione.
Con questa decisione, l’Andalusia si unisce ad altre comunità autonome già contrarie alla norma: Castilla y León, Aragón, Cantabria, Extremadura, Madrid (tutte governate dal Partito Popolare) e Castilla-La Mancha (governata dal PSOE). In tutti i ricorsi viene invocata una presunta invasione di competenze regionali e la mancanza di risorse economiche per far fronte alla nuova normativa. Tuttavia, le spese richieste per garantire diritti umani fondamentali appaiono del tutto marginali se rapportate ai bilanci miliardari delle stesse regioni che si oppongono.
Il presidente delle Canarie ha espresso con forza il proprio dissenso verso questa opposizione, denunciando in Parlamento che alla base del rifiuto non ci sono motivazioni tecniche, ma razzismo. Ha dichiarato senza mezzi termini: “Né gli uni né gli altri vogliono i negritos in Spagna”.

