TikTok finisce nuovamente nel mirino delle autorità europee per violazioni del GDPR. La Commissione irlandese per la protezione dei dati (DPC) ha inflitto alla piattaforma cinese una maxi-sanzione da 530 milioni di euro per aver trasferito illegalmente dati personali degli utenti dello Spazio Economico Europeo (SEE) in Cina, senza garantire un livello adeguato di protezione.
Secondo quanto dichiarato dal commissario Graham Doyle, TikTok avrebbe permesso l’accesso remoto ai dati da parte di personale con sede in Cina, senza effettuare le dovute valutazioni sul rischio di accesso da parte delle autorità cinesi in base alle leggi locali, considerate in contrasto con gli standard europei di tutela della privacy. La mancata conformità alle regole ha violato i principi fondamentali del GDPR.
I dati sui server cinesi e la mancata trasparenza
Durante l’indagine, TikTok avrebbe anche fornito informazioni false, affermando di non archiviare dati degli utenti SEE su server in Cina. Tuttavia, nell’aprile 2025 la piattaforma ha ammesso che, a febbraio dello stesso anno, è stato scoperto un problema tecnico che ha causato l’archiviazione non autorizzata di una quantità limitata di dati in Cina. Sebbene TikTok abbia poi comunicato la cancellazione dei dati, il DPC sta valutando eventuali ulteriori provvedimenti, in collaborazione con le altre autorità europee per la privacy.
TikTok annuncia ricorso: «Ignorate le nuove misure di sicurezza»
TikTok ha annunciato che presenterà ricorso contro la sanzione, definendosi “delusa” per la decisione, che non terrebbe conto del Progetto Clover, un piano da 12 miliardi di euro lanciato nel 2023 per rafforzare la sicurezza dei dati in Europa. Secondo la piattaforma, il DPC avrebbe ignorato «le rigorose misure di tutela» già implementate, tra cui controlli indipendenti da parte del NCC, crittografia avanzata e gateway di sicurezza.
L’azienda sottolinea inoltre di non aver mai ricevuto richieste di dati da parte delle autorità cinesi, né di averli mai forniti. E contesta di essere stata l’unica destinataria di una sanzione così severa, nonostante l’uso delle Clausole Contrattuali Tipo (SCC), lo stesso meccanismo legale adottato da migliaia di aziende europee e internazionali per trasferimenti di dati fuori dall’UE.
«Siamo trasparenti, ma penalizzati»
«Siamo sempre stati trasparenti nelle nostre pratiche di trattamento dei dati e nella comunicazione con i nostri utenti europei, che oggi superano i 175 milioni» — conclude TikTok — sottolineando che, a differenza di altre piattaforme, ha esplicitato nella sua privacy policy le modalità di trasferimento e protezione dei dati. Ora sarà la giustizia europea a stabilire se le misure adottate siano sufficienti o meno a evitare ulteriori sanzioni.

