I carabinieri sono a un passo dal rintracciare almeno quattro complici di Salvatore Calvaruso, il 19enne accusato della sparatoria che ha insanguinato Monreale. I giovani, originari dello Zen e di altri quartieri difficili di Palermo, sarebbero coinvolti nei tragici eventi che hanno portato alla morte di Andrea Miceli, Salvo Turdo e Massimo Pirozzo. Le indagini si muovono rapidamente, grazie alle testimonianze e alle immagini catturate dalle videocamere di sorveglianza presenti in zona.
Nonostante Calvaruso abbia inizialmente ammesso le proprie responsabilità davanti ai carabinieri con un agghiacciante «ho fatto un macello», durante l’interrogatorio con il pubblico ministero si è poi avvalso della facoltà di non rispondere.
Le immagini che smentiscono la difesa
Nel decreto di fermo, la Procura sottolinea come le dichiarazioni autoaccusatorie trovino pieno riscontro nei filmati acquisiti. L’indagato sostiene di aver agito per legittima difesa, ma la sua versione vacilla. Due testimoni oculari lo hanno riconosciuto tra coloro che hanno aperto il fuoco sulla folla, e davanti al pub 365 sono stati ritrovati i suoi occhiali.
La mattina del 27 aprile, il giovane si è disfatto del cellulare. Intanto, un testimone ha raccontato un particolare inquietante al Corriere della Sera:
«I corpi erano ancora a terra, e loro, invece di scappare, hanno fatto il giro della piazza continuando a sparare in aria, come se nulla fosse».
La rissa e la pistola scomparsa
Secondo le indagini, Calvaruso non ha agito da solo: era accompagnato da almeno un altro soggetto. Dopo la sparatoria, avrebbe gettato la pistola tra i cespugli del belvedere di Monreale, ma finora le ricerche dell’arma non hanno avuto esito.
Un video amatoriale mostra la violenta rissa che ha preceduto gli spari: caschi usati come armi e tensione crescente. Sarebbero stati i ragazzi di Palermo, in sella a scooter, ad accendere la miccia, provocando i giovani di Monreale e scatenando così il caos.
«Nel pieno della confusione — scrive la Procura — almeno due membri del gruppo palermitano hanno estratto le rivoltelle e aperto il fuoco, sparando oltre 20 colpi verso la folla di circa 100 persone».
Cambio di difesa
L’avvocato Giovanni Castronovo ha rinunciato all’incarico. Calvaruso dovrà ora essere assistito da un nuovo legale. Intanto, le ricerche dei complici proseguono serrate: il cerchio si stringe attorno a chi ha partecipato a quella notte di violenza.

