Scuola e social media, il ministro Valditara introduce un codice etico per i docenti: “Tutela dell’educazione e della professionalità”
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito è pronto a rafforzare le regole sul comportamento online dei docenti, con l’obiettivo di garantire il decoro della professione e tutelare il ruolo educativo della scuola. Dopo il caso della maestra d’asilo di Treviso che ha sollevato un acceso dibattito sull’uso dei social da parte degli insegnanti, il ministro Giuseppe Valditara ha annunciato un intervento normativo chiaro e mirato.
L’intenzione è quella di ampliare il codice di comportamento già vigente per i dipendenti pubblici, inserendo indicazioni specifiche per il personale scolastico. La nuova regolamentazione stabilirà criteri netti su ciò che è consono o meno pubblicare sui social, evitando qualsiasi comportamento che possa ledere l’immagine della scuola e incidere sul rapporto di fiducia con studenti e famiglie.
Una “social media policy” per la scuola
L’attuale codice della Funzione Pubblica, in vigore dal 2023, prevede già restrizioni per i dipendenti dello Stato in merito all’uso dei social media. Tuttavia, vista la centralità del ruolo educativo degli insegnanti, il Ministero ritiene necessario introdurre linee guida ancora più precise per chi opera nelle scuole. L’obiettivo non è solo quello di preservare il prestigio dell’istituzione scolastica, ma anche di evitare situazioni che possano avere ripercussioni sul benessere psicologico e sociale degli studenti.
La nuova normativa andrà quindi a integrare e chiarire i comportamenti richiesti agli insegnanti, ribadendo la necessità di mantenere una condotta professionale, anche nel mondo digitale. Un passo deciso per rafforzare il patto educativo tra scuola, famiglie e società, nel rispetto del ruolo centrale che i docenti ricoprono nella formazione delle nuove generazioni.
Nel frattempo, anche la Federazione Italiana Scuole Materne (FISM) di Treviso si prepara a votare, il 30 aprile, un proprio codice etico disciplinare per gli istituti privati dell’infanzia della provincia. Un segnale chiaro di come il tema stia diventando sempre più prioritario nel dibattito educativo nazionale.

