Il recente Rapporto Annuale 2024 dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ha evidenziato un incremento significativo della povertà in Italia, raggiungendo livelli mai toccati negli ultimi dieci anni. Attualmente, quasi un decimo della popolazione italiana vive in condizioni di povertà assoluta, con un ulteriore 15% a rischio povertà.
Particolarmente preoccupante è l’aumento della povertà tra i lavoratori. Tra il 2014 e il 2023, l’incidenza della povertà assoluta tra gli occupati è passata dal 4,9% al 7,6%, con un incremento più marcato tra gli operai, dove la percentuale è salita dal 9% al 14,6%.
Un altro dato allarmante riguarda i minori: nel 2023, oltre 1.295.000 minori (13,8% rispetto al 9,7% a livello nazionale) vivevano in condizioni di povertà assoluta, con un’incidenza che varia dal 12,9% nel Nord al 15,5% nel Mezzogiorno.
La cancellazione del Reddito di Cittadinanza (RdC) ha contribuito a peggiorare la situazione. Le simulazioni pubblicate dall’ISTAT valutano gli effetti sui redditi disponibili delle famiglie generati dalle politiche redistributive introdotte nel 2024, evidenziando un peggioramento dei redditi per circa 850.000 famiglie.
Pasquale Tridico, eurodeputato del Movimento 5 Stelle ed ex presidente dell’INPS, ha commentato questi dati sottolineando come l’eliminazione del RdC abbia aumentato povertà e disuguaglianze, definendo la situazione come un “massacro sociale”.
In conclusione, il Rapporto ISTAT 2024 dipinge un quadro preoccupante della situazione socio-economica italiana, evidenziando l’urgenza di interventi strutturali per contrastare l’aumento della povertà e delle disuguaglianze nel Paese.

