Il Tribunale Supremo spagnolo ha stabilito che gli affitti turistici possono essere vietati solo se la comunità di proprietari lo prevede in modo esplicito nei propri statuti condominiali.
Secondo i giudici della Sezione Civile, la semplice descrizione dell’uso degli immobili all’interno del regolamento condominiale non basta a limitare la destinazione d’uso delle abitazioni. Perché un divieto sia valido, deve essere chiaramente stabilito e formulato in modo preciso nei documenti ufficiali del condominio.
Il caso analizzato dal Tribunale Supremo
La sentenza, riportata da Europa Press, riguarda un caso in cui il regolamento condominiale vietava esplicitamente solo alcune attività, come studi medici per malattie infettive, attività illegali o insalubri e l’installazione di macchinari rumorosi, senza menzionare gli affitti turistici.
La comunità di proprietari si era rivolta ai tribunali per chiedere che l’attività di affitto turistico di un appartamento venisse dichiarata contraria al regolamento, sostenendo che fosse disturbante e fastidiosa per i residenti.
La decisione della Corte Suprema
Inizialmente, il Tribunale di Primo Grado di Madrid aveva respinto la richiesta dei condomini. Tuttavia, in Appello, l’Audiencia Provincial di Madrid aveva dato loro ragione, dichiarando che l’affitto turistico violava il regolamento condominiale.
Il proprietario dell’immobile ha quindi fatto ricorso alla Corte Suprema, che ha ribaltato la sentenza, stabilendo che gli statuti del condominio non vietavano in modo esplicito l’uso turistico delle abitazioni. Di conseguenza, ha dato ragione al proprietario, affermando che non vi era alcuna violazione del regolamento.
Secondo la sentenza, l’affitto turistico non rientrava tra le attività vietate dagli statuti e, in base alle prove analizzate nei primi due gradi di giudizio, non costituiva un’attività particolarmente molesta o disturbante.
Un precedente già fissato nel 2023
La Corte Suprema aveva già affrontato il tema nel dicembre 2023, stabilendo che il divieto di affitti turistici è valido solo se gli statuti condominiali lo specificano chiaramente, o se è vietato l’uso delle abitazioni per attività economiche. Nel caso esaminato, però, questa condizione non era presente, motivo per cui l’affitto turistico è stato ritenuto lecito.
Questa sentenza rappresenta un punto fermo per la regolamentazione degli affitti brevi in Spagna: per impedire gli affitti turistici, i condomini devono modificare esplicitamente i loro regolamenti e includere un divieto chiaro e inequivocabile.

