Secondo la Società Spagnola di Neurologia, attualmente circa 800.000 persone soffrono di Alzheimer in Spagna e ogni anno vengono diagnosticati circa 40.000 nuovi casi.
Il numero di persone con qualche forma di demenza sta aumentando in tutto il mondo. Riconoscere il rischio prima della comparsa dei sintomi potrebbe aiutare le persone anziane a prepararsi e permettere ai medici di ritardare l’insorgenza della malattia o mitigarne gli effetti.
L’Alzheimer è il tipo di demenza più comune, ma non è l’unico: esistono anche la demenza vascolare o quella causata dai corpi di Lewy, ad esempio. La demenza non è una malattia unica, bensì un insieme di segni e sintomi causati da alterazioni cerebrali che portano alla perdita delle capacità cognitive. Anche se spesso si pensa che sia una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento, un recente studio della RAND Corporation – un istituto di ricerca senza scopo di lucro con sede in California – ha analizzato dati relativi a più di 20.000 pazienti anziani seguiti per 30 anni, identificando tre soli fattori che influenzano significativamente il rischio di sviluppare demenza.
Lo studio e i tre fattori principali
I ricercatori hanno valutato 181 potenziali fattori di rischio, considerando dati demografici, livello socioeconomico, stile di vita, comportamenti di salute (come l’attività fisica e il fumo), stato di salute percepito e misurato, genetica, salute dei genitori, capacità cognitive e fattori psicosociali (ad esempio tratti della personalità, attività sociali e solitudine).
Secondo lo studio, i tre elementi principali che influenzano il rischio di demenza per le persone con più di 60 anni sono:
- Mancanza di hobby o passatempo
I passatempi aiutano a dare un senso di scopo nella vita e stimolano la cognizione, mantenendo il cervello attivo e sano. - Obesità
L’obesità può causare problemi di circolazione sanguigna, aumentando il rischio di demenza. - Sedentarietà
Uno stile di vita sedentario, come nel caso dell’obesità, riduce l’attività fisica e compromette la salute generale, aumentando il rischio di demenza.
Altri fattori e implicazioni sociali
“Altri comportamenti e fattori di stile di vita non sono predittori forti della demenza, come il fumo, il controllo dei livelli di colesterolo, la vaccinazione antinfluenzale o esami medici come la mammografia o la prostata,” spiega Peter Hudomiet, autore principale dello studio.
Anche se persone di origine africana, ispanica o con basso reddito presentano un rischio maggiore di sviluppare demenza, questo fattore si riduce notevolmente una volta considerati l’istruzione e il reddito.
L’importanza di uno stile di vita sano
Capire i fattori di rischio può aiutare i professionisti della salute e i responsabili politici a identificare i gruppi più vulnerabili e destinare risorse per ritardare il deterioramento cognitivo o mitigarne gli effetti.
Tra i comportamenti dannosi, spicca il consumo eccessivo di alcol, che può provocare danni cerebrali e problemi di memoria a lungo termine, come il sindrome di Wernicke-Korsakoff.
Adottare uno stile di vita attivo, prendersi cura della propria salute fisica e mantenere la mente stimolata con hobby potrebbe essere la chiave per preservare un cervello sano, a qualsiasi età.

