Negli ultimi dodici mesi, 72 persone hanno perso la vita per annegamento alle Canarie, un dato leggermente superiore rispetto al 2023 (71) e inferiore al 2022 (74). Lo riportano i dati dell’Asociación para la Prevención de Accidentes en el Medio Acuático Canarias, 1500 Km de Costa, sostenuta dal Cabildo di Gran Canaria e dal Governo delle Canarie attraverso la Consejería de Política Territorial, Cohesión Territorial y Aguas.
Incidenti acquatici: un bilancio del 2024
In totale, 186 persone sono state coinvolte in incidenti in ambienti acquatici nell’arcipelago nel 2024, registrando un calo del 26% rispetto alle 253 vittime del 2023.
Tra i dati principali:
- 72 decessi, tra cui 5 persone scomparse i cui corpi non sono ancora stati ritrovati.
- 9 feriti in condizioni critiche.
- 15 feriti gravi.
- 52 feriti moderati.
- 14 feriti lievi.
- 24 persone salvate senza conseguenze.
La mortalità media mensile rimane stabile a 6 decessi al mese, come nel 2023.
Distribuzione per isole e attività
- Tenerife è stata l’isola con il maggior numero di morti (25), seguita da Gran Canaria (17), Fuerteventura (14), Lanzarote (9), La Palma (5) e La Gomera (2). El Hierro e La Graciosa non hanno registrato decessi.
- La maggior parte dei morti (67%) erano bagnanti (48), seguiti da:
- 14%: persone cadute in acqua da scogliere o imbarcazioni (10).
- 8%: subacquei (6).
- 7%: pescatori (5).
- 4%: sportivi acquatici (3).
Statistiche demografiche
- Il 79% delle vittime erano uomini (57), mentre il 21% erano donne (15).
- Il 36% aveva più di 60 anni (26 persone).
- Il 32% comprende vittime di età sconosciuta (23 persone).
- Il 29% erano adulti (21 persone).
- Il 3% erano minorenni (2 vittime).
Minori coinvolti: una tragedia evitabile
Nel 2024, sono stati registrati 20 incidenti che hanno coinvolto minori, tra cui due casi mortali avvenuti il 7 marzo nella zona di El Confital, a Las Palmas de Gran Canaria. In quella data, due bambini, Alejandro e Yassine, sono stati trascinati in mare da un’onda mentre pescavano, nonostante fosse attiva un’allerta per fenomeni costieri. I loro corpi non sono stati recuperati.
Oltre a questi casi, un bambino di 3 anni ha perso la vita in condizioni critiche, mentre si sono registrati:
- 2 feriti gravi.
- 12 feriti moderati.
- 3 feriti lievi.
La maggior parte degli incidenti che coinvolgono i minori è attribuita a mancanza di supervisione da parte dei genitori o degli adulti responsabili.
Novembre: il mese più tragico
Novembre è stato il mese con il maggior numero di decessi, 11, un dato che non si registrava dal novembre 2022 (16 morti) e dicembre 2021 (12 morti).
La prevenzione e la sensibilizzazione restano fondamentali per ridurre il numero di vittime in un arcipelago che, con i suoi 1.500 km di coste, rappresenta una meta ambita per turisti e residenti. Tuttavia, i dati evidenziano la necessità di maggiore attenzione e supervisione, soprattutto per i gruppi vulnerabili come i minori e gli anziani.

