Sei persone hanno perso la vita nella notte durante la traversata lungo la rotta canaria, specificamente su due dei quattro cayucos approdati sull’isola di El Hierro, come confermato dal 112 attraverso i propri canali ufficiali.
Cinque dei deceduti appartenevano a un’imbarcazione che è giunta al porto di La Restinga con quattro corpi già senza vita. Durante lo sbarco, una quinta persona è deceduta a causa di un arresto cardiorespiratorio.
Le altre tre imbarcazioni con migranti sono state intercettate da Salvamento Marítimo e, secondo le stesse fonti, in una di queste si trovava un’altra persona deceduta.
Considerazioni sulla pericolosità della rotta canaria
La rotta canaria, anche nota come rotta atlantica, è una delle più pericolose al mondo per i migranti. Si tratta di un percorso che collega l’Africa occidentale alle Isole Canarie e quindi all’Europa. Questa rotta è caratterizzata da traversate di centinaia di chilometri in mare aperto, dove le condizioni meteorologiche possono essere estremamente difficili.
Gli imbarcazioni utilizzate sono spesso inadeguate, sovraffollate e mal equipaggiate per affrontare l’oceano. L’assenza di dotazioni di sicurezza, cibo, acqua e l’esposizione prolungata al sole o al freddo notturno contribuiscono ad aumentare il tasso di mortalità.
Secondo i dati forniti dalle organizzazioni umanitarie, migliaia di persone perdono la vita ogni anno tentando di raggiungere le Canarie. Questo tragico fenomeno evidenzia non solo la disperazione dei migranti che affrontano il viaggio, ma anche la mancanza di percorsi legali e sicuri per raggiungere l’Europa. Le misure di controllo più rigide su altre rotte mediterranee hanno spinto molti a rischiare la traversata atlantica, nonostante il pericolo estremo.
Ogni episodio di questo tipo richiama l’urgenza di risposte coordinate a livello europeo, non solo per salvare vite, ma anche per affrontare le cause profonde della migrazione.

