Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Giornale, un’inaspettata richiesta di pagamento delle tasse arretrate sta sconvolgendo la vita di circa mille pensionati italiani residenti in Bulgaria. Per oltre 35 anni, questi connazionali hanno percepito le loro pensioni senza trattenute, grazie a un accordo bilaterale che garantiva l’esenzione fiscale. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate, in collaborazione con l’Inps, ha recentemente deciso di rivedere l’interpretazione di tale convenzione, imponendo un’imposta retroattiva che sta creando disagio e indignazione tra i pensionati.
Un cambiamento improvviso e devastante
La questione nasce dalla convenzione siglata tra Italia e Bulgaria nel 1988, che fino al giugno 2023 aveva garantito l’esenzione fiscale sulle pensioni dei cittadini italiani residenti nel Paese. Tuttavia, l’Inps ha deciso di modificare questa prassi consolidata, stabilendo che le pensioni debbano essere tassate in Italia. La decisione, oltre a ridurre significativamente gli assegni pensionistici, ha colpito duramente molti pensionati, costringendoli a rivedere il proprio stile di vita e causando difficoltà economiche.
Secondo quanto riportato, l’Inps avrebbe ignorato il principio di residenza fiscale, pilastro della convenzione bilaterale, basandosi esclusivamente sulla cittadinanza italiana per giustificare la nuova imposizione. Questo approccio ha creato un clima di incertezza e insoddisfazione, con molti pensionati che denunciano una violazione delle norme europee.
Un appello al governo italiano
L’avvocato Margherita Kosa, rappresentante dell’Associazione Pensionati Italiani in Bulgaria, ha scritto al viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, chiedendo un intervento immediato. “Alcuni pensionati si sono visti privare interamente delle loro mensilità a causa di conguagli fiscali elevati e sanzioni retroattive fino a sette anni,” ha denunciato. La Bulgaria stessa avrebbe chiesto una revisione dell’interpretazione italiana per evitare un potenziale conflitto con il diritto comunitario, ma il governo italiano avrebbe respinto questa richiesta.
Le conseguenze per i pensionati
Le trattenute fiscali imposte dall’Inps hanno causato ripercussioni significative. Pensionati come Luigi De Stefani, trasferitosi in Bulgaria oltre vent’anni fa, si trovano improvvisamente in gravi difficoltà economiche. Molti si sono visti costretti a ricorrere a lunghe e costose battaglie legali, con sentenze di primo grado che, anche quando favorevoli, non hanno portato a risultati concreti.
Alcuni sono stati costretti ad abbandonare la Bulgaria, stravolgendo nuovamente le proprie vite in cerca di condizioni più favorevoli altrove. La situazione, definita da molti una vera e propria ingiustizia, sta alimentando il malcontento nei confronti delle istituzioni italiane, accusate di aver disatteso le regole che per anni hanno garantito stabilità a questi cittadini.
Una richiesta di giustizia
I pensionati coinvolti chiedono un intervento urgente per ripristinare le condizioni precedenti e garantire il rispetto della convenzione bilaterale. La vicenda, che coinvolge questioni di equità fiscale e fiducia nelle istituzioni, rappresenta un banco di prova per il governo italiano e le sue politiche nei confronti dei connazionali residenti all’estero.

