Mentre il governo regionale non si trova d’accordo con quello nazionale sulla gestione dei migranti che arrivano attraverso la “rotta atlantica”, gli sbarchi continuano senza interruzione. Le Canarie sono diventate il principale punto di arrivo delle imbarcazioni in Europa, superando, almeno in questo periodo, l’Italia.
Sbarcano a Tenerife e Gran Canaria 103 migranti. Tra gli occupanti delle tre imbarcazioni ci sono cinque minori.
Il Servizio di Soccorso Marittimo ha sbarcato nelle ultime ore a Tenerife e Gran Canaria 103 persone di origine magrebina e subsahariana, tra cui cinque minori e tre donne, localizzate mentre navigavano a ovest della prima isola e a sud della seconda su un cayuco e due pateras.
Il primo intervento, svolto dall’equipaggio della Salvamar Alpheratz del Servizio di Soccorso Marittimo, con la collaborazione del peschereccio ‘Moby Dick’, è stato attivato quando un traghetto che copriva la tratta tra Tenerife, La Gomera e La Palma ha segnalato ai servizi di emergenza la presenza di un cayuco a circa 7 chilometri a ovest di Los Cristianos.
L’imbarcazione del Servizio di Soccorso si è diretta verso la zona ed ha scortato il cayuco fino a Los Cristianos, dove ha sbarcato i suoi 75 occupanti, tutti di origine subsahariana: 72 uomini adulti e tre minori, secondo quanto riferito lunedì a EFE da fonti della società statale.
Poche ore dopo, alle 20:43, a Gran Canaria, la Salvamar Macondo ha soccorso due pateras avvistate da terra da una persona che ha avvertito i servizi di emergenza che le imbarcazioni avevano problemi al motore mentre navigavano a 55,6 chilometri a sud-est di Maspalomas.
Dopo essere state localizzate dall’aereo Helimer 204, l’equipaggio della Macondo ha rimorchiato a terra le due imbarcazioni, dalle quali sono sbarcate ad Arguineguín alle 21:23 28 persone: 15 subsahariani (12 uomini, due donne e un minore) e 13 magrebini (tra cui una donna e due minori).
La Croce Rossa ha informato che sette persone di queste due spedizioni sbarcate a Gran Canaria hanno avuto bisogno di essere assistite in centri sanitari dell’isola a causa di varie patologie.

