Attualmente, i centri di accoglienza delle Canarie sono al limite della loro capacità, ospitando già 5.200 bambini. La situazione è considerata “critica” dal governo regionale, che prevede un ulteriore aumento dei flussi migratori nei prossimi mesi, specialmente durante il periodo di calma marina tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Si stima infatti che tra settembre e dicembre possano arrivare fino a 8.000 minori attraverso la pericolosa rotta atlantica.
Il governo delle Canarie ha sottolineato che settembre e ottobre saranno mesi particolarmente difficili e ha espresso la speranza che il nuovo corso politico a livello nazionale dia priorità alla redistribuzione dei minori migranti tra tutte le comunità autonome della Spagna. Si tratta di una questione di responsabilità e umanità, secondo le autorità locali, che criticano l’ostruzionismo politico che ha impedito l’approvazione di una legge che avrebbe obbligato le regioni a partecipare all’accoglienza.
Nel frattempo, il governo centrale spagnolo sta rafforzando la collaborazione con diversi paesi africani nel tentativo di contenere le partenze verso l’arcipelago. Il presidente Pedro Sánchez, che si trova in vacanza a Lanzarote, ha in programma un viaggio in Senegal, Mauritania e Gambia per affrontare direttamente la questione.
La situazione è ulteriormente aggravata dall’aumento costante degli arrivi: solo negli ultimi giorni, 428 migranti sono sbarcati alle Canarie, con l’ultimo gruppo di 88 persone giunto al porto di La Restinga a El Hierro.
Questa emergenza umanitaria richiede soluzioni rapide ed efficaci per evitare un collasso del sistema di accoglienza delle isole.

