Con l’aumento dei prezzi che incide negativamente sul turismo estivo, molti italiani si vedono costretti a ridimensionare le proprie vacanze. Tuttavia, c’è chi decide di non rinunciare e ricorre ai prestiti per concedersi comunque un viaggio. Le richieste di finanziamento per le vacanze sono infatti cresciute, con oltre 250 milioni di euro erogati in prestiti personali destinati a coprire i costi legati ai viaggi dall’inizio dell’anno. Si registra un aumento del 12% rispetto all’anno precedente. L’importo medio richiesto ammonta a 5.425 euro, da restituire in circa 50 rate, ossia poco più di quattro anni, secondo un’analisi condotta da Facile.it e Prestiti.it.
Nei primi sei mesi del 2024, il peso dei prestiti personali richiesti per le vacanze è aumentato del 2%. Lo studio, basato su un campione di oltre 150.000 richieste di finanziamento, rivela che questa tipologia di prestito è particolarmente diffusa tra i giovani: un terzo delle domande proviene da under 30, con un’età media di 38 anni, significativamente inferiore rispetto ai 44 anni medi delle altre categorie di prestiti personali.
In 3,7 milioni rinunciano al viaggio per motivi economici
Secondo un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Bilendi, quest’anno circa 6,5 milioni di italiani non andranno in vacanza. Tra questi, più della metà, pari a 3,7 milioni, rinuncerà per ragioni economiche. La percentuale di coloro che non possono permettersi una vacanza sale al 64% tra i giovani under 35 (tra i 25 e i 34 anni) e tra gli over 65. A livello territoriale, la percentuale raggiunge il 66% tra i residenti del Sud e delle Isole. Il principale ostacolo per il 47% di coloro che non partiranno per motivi economici è l’aumento del costo della vita, una percentuale che sale al 71% tra gli over 65. Il 33% rinuncerà a causa dell’incremento dei prezzi legati alla vacanza stessa, con gli under 25 che rappresentano la fascia più colpita (52%).
Tra le rinunce non legate a motivi economici, spiccano l’assenza di giorni di ferie (21%), la necessità di prendersi cura di un familiare (10,5%) o di un animale (13%). Tuttavia, ci sono ancora 7,7 milioni di persone indecise se partire o meno.

