Si tratta del primo farmaco che aiuta a far crescere i denti in modo naturale, agendo su una mutazione di un singolo gene. Come sarà la prova sugli esseri umani e quando sarà disponibile in commercio
Il nuovo farmaco blocca la proteina USAG-1, permettendo la crescita di nuovi denti, con sperimentazioni cliniche sugli esseri umani previste per il 2024 (Getty Images)
La possibilità di rigenerare i denti, un sogno a lungo desiderato dalla scienza e da tutti, sembra essere più vicina che mai. Un nuovo farmaco ha mostrato risultati promettenti nella rigenerazione del tessuto dentale, aprendo la strada a una nuova era in odontoiatria.
Un gruppo di scienziati dell’Università di Kyoto e dell’Università di Fukui ha compiuto un progresso significativo. Il team di ricerca, guidato dal professor Katsu Takahashi, autore principale dello studio e professore titolare presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Kyoto, ha pubblicato i risultati dello studio su Science Advances. Il farmaco che potrebbe consentire la crescita di nuovi denti negli adulti è sempre più vicino.
“La premessa è stata semplice: se la modifica dei geni porta ad avere meno denti, dovrebbe essere possibile aumentare il numero di denti mediante una tecnica simile”, ha commentato Takahashi, che è anche direttore del dipartimento di Odontoiatria e Chirurgia Orale presso l’Ospedale Kitano dell’Istituto di Ricerca Medica di Osaka.
La scoperta del team giapponese potrebbe beneficiare persone con malattie congenite e coloro che hanno perso i denti a causa di carie o lesioni (iStock)
Dal 2005, Takahashi studia gli effetti della proteina USAG-1 sulla dentizione. Ha scoperto che l’assenza di questa proteina, ottenuta mediante manipolazione genetica nei topi, riduceva il numero di denti. Sulla base di questi risultati, ha lavorato alla creazione di un farmaco con proprietà di anticorpo che neutralizza efficacemente la USAG-1.
La sperimentazione durerà da settembre 2024 ad agosto 2025 su esseri umani. Includerà 30 uomini tra i 30 e i 64 anni che mancano di almeno un molare. Sarà valutata l’efficacia di questo trattamento endovenoso nella rigenerazione dentale, dopo i riusciti esperimenti preliminari su furetti e topi svolti nel 2021, nei quali non sono stati osservati effetti collaterali significativi. Gli scienziati puntano a commercializzare questo farmaco entro il 2030.
Nella fase successiva dello studio, l’Ospedale Kitano somministrerà il farmaco a bambini di età compresa tra 2 e 7 anni con deficienze dentali congenite. Attualmente, gli scienziati stanno reclutando giovani pazienti a cui mancano almeno quattro denti dalla nascita. Il principio attivo del farmaco disattiva una proteina chiamata USAG-1, che inibisce la crescita dei denti. “Entrambe le specie condividono quasi le stesse proprietà di USAG-1 degli esseri umani”, hanno spiegato i ricercatori.
Il principio attivo del farmaco disattiva la proteina USAG-1, permettendo di stimolare la crescita di nuovi denti negli esseri umani (Immagine Illustrativa Infobae)
La scoperta realizzata da un team di scienziati dell’Università di Kyoto e dell’Università di Fukui si concentra su una proteina chiamata USAG-1, che inibisce la crescita dentale. Disattivando questa proteina, i ricercatori hanno osservato che è possibile stimolare la crescita di nuovi denti, il che potrebbe non solo beneficiare persone con malattie congenite, ma anche coloro che hanno perso denti a causa di carie o lesioni.
Gli scienziati hanno identificato un anticorpo monoclonale che blocca l’interazione tra USAG-1 e le proteine morfogenetiche ossee (BMP). Questa tecnica, utilizzata in precedenza nei trattamenti contro il cancro, ha dimostrato efficacia nella promozione della crescita dentale.
Il farmaco, creato da Toregem Biopharma, si basa su una scoperta scientifica che attiva i “germogli dentali” che la maggior parte delle persone ha nelle gengive, ma che normalmente non si trasformano in denti e si atrofizzano.
Il farmaco creato da Toregem Biopharma si basa sull’attivazione dei “germogli dentali” presenti nelle gengive, normalmente atrofizzati (Immagine Illustrativa Infobae)
I risultati sono stati inizialmente osservati nei topi, e poi replicati con successo nei furetti. Secondo i ricercatori, “entrambe le specie condividono quasi le stesse proprietà di USAG-1 degli esseri umani”.
Negli animali trattati è cresciuto un nuovo dente frontale che aveva la stessa forma e composizione dei denti naturali. Il potenziale di questo trattamento è significativo.
“Il team crede che in futuro sarà possibile far crescere denti non solo a persone con malattie congenite, ma anche a coloro che hanno perso denti a causa di carie o lesioni”. Tuttavia, restano ancora diversi passaggi da compiere prima che questa tecnica possa essere applicata clinicamente sugli esseri umani.
Dopo la fase sperimentale sugli esseri umani, gli scienziati sperano di eliminare gli impianti dentali (Getty)
Lo sviluppo del farmaco sperimentale che potrebbe rigenerare i denti negli adulti prospetta un futuro promettente per l’odontoiatria. Se le fasi sperimentali sugli esseri umani saranno coronate da successo, questo trattamento potrebbe eliminare la necessità di impianti dentali, offrendo una soluzione biologica e meno invasiva per la perdita dei denti.
Questo farmaco, che agisce bloccando la proteina USAG-1, ha già dimostrato efficacia nei test sugli animali, permettendo la crescita di nuovi denti in modo naturale. Si sa che gli scienziati prevedono, se i test saranno positivi, che il farmaco sarà inizialmente utilizzato dai pazienti con anodontia.
La perdita dei denti è un problema che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, per diverse cause. Secondo l’Associazione Dentale Americana (ADA), la malattia parodontale, un’infezione grave delle gengive, è una delle principali ragioni. Questa malattia danneggia i tessuti e le ossa che sostengono i denti, il che può portare alla caduta dei denti se non trattata adeguatamente.
Un’altra causa significativa della perdita dentale è la carie grave, una condizione molto comune che si verifica quando i batteri nella bocca producono acidi che scompongono lo smalto dentale. La carie non trattata può progredire fino a distruggere il dente e richiederne l’estrazione, specialmente nelle popolazioni con accesso limitato ai servizi sanitari dentali.
Anche il trauma fisico è una causa importante di perdita dei denti. Incidenti, cadute o impatti durante attività sportive possono provocare l’avulsione dentale. L’Istituto Nazionale di Ricerca Dentale e Craniofacciale degli Stati Uniti (NIDCR, per le sue sigle in inglese) suggerisce che l’uso di paradenti durante attività ad alto rischio può prevenire questi incidenti.
Condizioni mediche sottostanti, come il diabete, possono aumentare il rischio di perdita dei denti. Secondo gli esperti della Mayo Clinic, alti livelli di zucchero nel sangue possono influire sulla salute delle gengive, facilitando l’insorgenza di infezioni e complicando la cicatrizzazione. Una gestione adeguata di queste condizioni è cruciale per mantenere una buona salute orale e prevenire la perdita dei denti.

