Nuove speranze per chi vive con l’HIV: i “long-acting” promettono di rivoluzionare la terapia, con risultati discussi al Congresso ICAR a Roma dal 19 giugno.
Negli ultimi trent’anni, la terapia per l’HIV ha fatto passi da gigante. Mentre negli anni ’90 i pazienti dovevano assumere numerose pillole quotidianamente per gestire l’infezione, oggi le terapie antiretrovirali permettono una sola somministrazione giornaliera, rendendo l’HIV una condizione cronica gestibile. Recentemente, sono stati introdotti farmaci “long-acting” che forniscono protezione per mesi, migliorando significativamente la qualità della vita e l’aderenza alla terapia per chi vive con l’HIV. Questi nuovi trattamenti, attualmente in fase di test, potrebbero presto essere disponibili per un numero sempre maggiore di pazienti. Le ultime scoperte saranno presentate durante la 16ª edizione del Congresso ICAR (Italian Conference on AIDS and Antiviral Research), che si terrà presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma dal 19 al 21 giugno.
Un nuovo orizzonte nella terapia dell’HIV
“Siamo a un punto di svolta nella terapia dell’HIV. Con i nuovi farmaci, disponibili da circa due anni, possiamo estendere la somministrazione a otto settimane per le iniezioni intramuscolari e a sei mesi per quelle sottocutanee,” ha spiegato Antonio Di Biagio, professore associato di Malattie Infettive all’Università di Genova e co-presidente di ICAR 2024. Tuttavia, un ostacolo significativo per i nuovi farmaci a lunga durata è rappresentato dalle resistenze preesistenti ai farmaci, che in circa la metà dei casi impediscono ai pazienti di accedere a questi trattamenti. Questo problema potrebbe essere superato nei prossimi anni grazie a nuove combinazioni di farmaci “long-acting” attualmente in fase di sperimentazione. “Con i nuovi farmaci, i cui studi sono nelle fasi 2 e 3, che in Italia saranno probabilmente disponibili dal 2025, la stragrande maggioranza dei pazienti potrà beneficiare di trattamenti a rilascio prolungato, migliorando l’aderenza alla terapia, la qualità della vita e contribuendo a combattere lo stigma associato all’HIV,” ha aggiunto Di Biagio.
Riduzione dei contagi e nuove prospettive
Gli esperti sottolineano che una migliore aderenza terapeutica ridurrà la circolazione del virus nella popolazione, contribuendo a una diminuzione dei nuovi contagi, già in calo in Italia negli ultimi anni. “La diminuzione dei contagi è dovuta all’efficacia dei farmaci, che impediscono la trasmissione del virus ai partner sessuali, e alla disponibilità della PrEP, la profilassi pre-esposizione, che è rimborsabile,” ha affermato Cristina Mussini, professoressa ordinaria di Malattie Infettive all’Università di Modena e Reggio Emilia e direttrice della clinica di malattie infettive del Policlinico di Modena. Durante il congresso ICAR, Mussini presenterà una relazione sulle più recenti strategie di trattamento dell’HIV. “È interessante notare che anche i farmaci long-acting possono essere utilizzati per la PrEP. Il cabotegravir, efficace per due mesi, è già disponibile ma non ancora rimborsato. Il lenacapavir, con una durata di sei mesi, potrebbe migliorare ulteriormente l’aderenza alla terapia, ma è ancora in fase di studio per questo utilizzo,” ha concluso.
Le nuove sfide dell’HIV
Le sfide poste dall’HIV stanno cambiando. “La popolazione affetta dal virus invecchia, grazie all’efficacia delle terapie, ma aumentano le comorbidità e le possibili interazioni farmacologiche,” ha spiegato Roberto Parrella, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT). “Oggi disponiamo di strumenti di prevenzione come la PrEP, mentre la terapia antiretrovirale consente alle persone con HIV di vivere una vita simile alla popolazione generale.” Tuttavia, Parrella avverte: “L’infezione è ancora presente e pericolosa. È essenziale continuare a promuovere campagne di informazione aggiornate e accurate.”
In sintesi, il futuro della terapia per l’HIV appare promettente, con nuovi farmaci a lunga durata che potrebbero rivoluzionare il trattamento, migliorare la qualità della vita dei pazienti e contribuire a ridurre la diffusione del virus. Le discussioni e le presentazioni al Congresso ICAR offriranno ulteriori dettagli e prospettive su queste importanti innovazioni.

