La startup di neuroscienze Neuralink, fondata da Elon Musk, ha recentemente ammesso di aver riscontrato un problema con il suo impianto cerebrale. Questo impianto è stato installato per la prima volta in un essere umano, il 29enne tetraplegico Nolan Arbaugh. Vediamo cosa è successo e quali implicazioni ciò potrebbe avere.
Neuralink sta sviluppando un’interfaccia cervello-computer (BCI) chiamata Telepathy, che consente ai pazienti con paralisi grave di controllare tecnologie esterne utilizzando segnali neurali. Il dispositivo si basa sulla brain-computer interface, che permette una comunicazione tra l’attività cerebrale e qualsiasi altro dispositivo esterno. L’obiettivo dell’azienda è “creare un’interfaccia neuronale per il ripristino dell’autonomia di coloro che oggi hanno bisogni medici insoddisfatti” e migliorare le capacità fisiche e mentali umane fino a raggiungere la “simbiosi con l’intelligenza artificiale”.
Dopo le prime dimostrazioni, il chip di Neuralink ha cominciato a creare problemi. Alcuni fili tempestati di elettrodi, che si trovano nel tessuto cerebrale, hanno iniziato a ritrarsi, causando malfunzionamenti. Questo ha influenzato la velocità e la precisione del controllo del cursore da parte di Arbaugh. I fili sono collegati a un dispositivo all’interno dell’osso cranico, ma non nel tessuto cerebrale. Secondo il neurochirurgo Eric Leuthardt, il movimento del cervello all’interno dello spazio intracranico è difficile da prevedere, e anche piccoli movimenti possono causare perturbazioni.
Neuralink sta affrontando sfide tecniche nel garantire che il suo impianto cerebrale funzioni correttamente e in modo sicuro. Nonostante i problemi iniziali, l’azienda sta lavorando per risolverli e migliorare la tecnologia. Tuttavia, è evidente che ci sia ancora molta strada da fare prima che l’interfaccia cervello-computer possa essere utilizzata in modo affidabile su larga scala.
L’impianto cerebrale di Neuralink ha già avuto un problema, ma l’azienda sta continuando a cercare soluzioni per rendere questa tecnologia una realtà per le persone con disabilità motorie. Speriamo che gli sviluppi futuri portino a risultati positivi e a un miglioramento della qualità della vita per i pazienti interessati.

