I diciotto gruppi a favore di un cambiamento nel modello turistico delle Canarie hanno esortato giovedì il governo regionale a adottare diverse misure.
I diciotto gruppi che hanno convocato la manifestazione del 20A a favore di un cambiamento nel modello turistico delle Canarie, hanno chiesto giovedì al governo regionale di adottare diverse misure, tra cui una moratoria totale sugli alberghi e sulle vacanze.
In un comunicato, osservano che se il governo delle Canarie avesse veramente l’intenzione di cambiare il modello turistico, dovrebbe interrompere “immediatamente” i lavori dei complessi turistici di Cuna del Alma e La Tejita, a Tenerife.
Spiegano che circa sei mesi fa, un gruppo di collettivi ambientalisti si è unito a Tenerife per lavorare insieme contro gli “abusi” sociali e ambientali che si verificano nelle isole, e aggiungono che poiché la collaborazione funziona, non hanno intenzione di fermarsi.
Questi gruppi indicano che lo scorso sabato circa 200.000 persone hanno “lasciato nudo” l’attuale governo delle Canarie e i suoi predecessori, che, con le loro politiche “distruttive”, hanno portato al limite il territorio e la popolazione canaria, che si è riversata per le strade cercando un vero cambiamento di modello.
Dicono che, “per cominciare”, se il governo delle Canarie avesse veramente intenzione di cambiare il modello turistico, dovrebbe interrompere “immediatamente” i lavori dei complessi turistici di Cuna del Alma e La Tejita.
Assicurano che questi due progetti presentano diversi aspetti che non rispettano la legalità, e aggiungono che quello di Cuna del Alma “non rispetta la normativa sull’valutazione ambientale, con specie protette e siti archeologici all’interno del perimetro dell’opera”.
Nel caso de La Tejita, sostengono che non ci sia un rapporto di evacuazione delle acque reflue e che si stia distruggendo la fascia di dominio pubblico marittimo-terrestre.
Questi diciotto collettivi ambientalisti indicano che il governo delle Canarie ha le competenze e gli argomenti legali per fermare i lavori, anche se sostiene il contrario, e lo accusano di “manovrare” per facilitare la ripresa degli stessi.
Come esempio di questa azione, citano la nomina a dedo di Jorge Sierra Riestra come viceconsigliere per i Servizi Giuridici, e aggiungono che una delle prime azioni di questo giurista è stata l’emissione di relazioni che smantellano la protezione della viborina triste, “spianando la strada per la ripresa dei lavori nel Puertito de Adeje”.
La presenza della viborina triste, in regime di protezione speciale nel Catalogo Canario delle Specie Protette, è stata la ragione per cui sono stati fermati i lavori del macroprogetto, ricordano.
Secondo queste organizzazioni, dopo aver fermato questi lavori, il governo delle Canarie deve compiere il “passo più importante”: approvare una moratoria totale e reale sugli alberghi e sulle vacanze, non come nelle precedenti, durante le quali sono stati costruiti più posti letto alberghieri rispetto ad alcuni periodi senza moratoria.
In terzo luogo, affermano che il progetto di legge per regolare la crescita delle case vacanze è concepito su parametri che “non solo non saranno in grado di risolvere i problemi attuali, ma li cronicizzeranno”.
Indicano che il progetto di legge sull’Ordinamento Sostenibile dell’Utilizzo Turistico delle Abitazioni, presentato dal governo delle Canarie all’inizio di questo mese di aprile, mira a combattere la carenza di offerta di case in affitto per la popolazione locale, nonché a controllare l’escalation dei prezzi derivanti dalla turistificazione e dalla gentrificazione delle città, ponendo limiti del 10% e del 20% nelle isole verdi.
Ciò, argomentano, comporta un margine di crescita di oltre il doppio del numero attuale di case vacanze, e quindi chiedono se con l’attuale 4% di case vacanze la situazione è “critica” per la popolazione canaria, “in quale situazione ci troveremmo se crescessimo fino al 10% o al 20%?”.
Affermano anche che questa proposta consente di convertire interi edifici, situati in zone residenziali, in hotel, costringendo i comuni a modificare il loro piano urbanistico per farlo.
D’altra parte, continuano, non sono previsti ulteriori mezzi di ispezione e controllo, quindi violare la legge “sarà tanto facile quanto finora. Per questi motivi, stanno già lavorando alle osservazioni da presentare a questo progetto di legge, affinché la normativa sia un rimedio reale al crescente problema dell’accesso all’abitazione e abbia un impatto tangibile e positivo sulla popolazione canaria”.
I collettivi organizzatori della manifestazione stanno lavorando a proposte praticabili che la classe politica deve “prendere posizione”, e svilupperanno azioni di partecipazione cittadina che mantengano collegati coloro che sono consapevoli della necessità di un cambiamento di modello.
Pertanto, invitano coloro che sabato sono venuti a manifestare e tutte quelle persone che ritengono che non si possa continuare con questa politica turistica predatrice e distruttiva, a rimanere vigili e partecipativi nella misura del possibile.
Il comunicato è firmato da Salvar La Tejita, Coordinadora El Rincón – Ecologistas en Acción, Ben Magec – Ecologistas en Acción, Salvar El Puertito, Asociación Tinerfeña de Amigos de la Naturaleza (ATAN), Fundación para la Naturaleza y el Medio Ambiente Canarina, Fundación Canaria Telesforo Bravo-Juan Coello e El Grupo de Ornitología e Historia Natural de las islas Canarias – GOHNIC.
Anche lo supportano la Plataforma Los Silos-Isla Baja, Red ASIREM, Plataforma Los Silos-Isla Baja, Asociación para la Conservación de la Biodiversidad Canaria – ACBC, Rebelión Científica Canarias, Asociación para el Desarrollo Comunitario Agentes del Cambio, Asamblea en Defensa de Nuestra Tierra – ADNT, Asociación Abeque, Agentes por el Cambio e Colectivo Ecologista Tabona.

