Il Dr. Negrín Hospital, prestigiosa istituzione sanitaria di Gran Canaria, si distingue nuovamente per l’eccellenza medica, questa volta per aver eseguito con successo un trapianto cardiaco da donatore deceduto per arresto cardiorespiratorio, un risultato che segna un importante passo avanti nell’ambito della chirurgia cardiaca.
Il primo beneficiario di questo trapianto è Inmaculada Gómez Sánchez, 54 anni, residente a El Burrero (Gran Canaria). Con gratitudine, la paziente ha riconosciuto l’importanza dello staff medico e ha espresso un sentito ringraziamento alla famiglia del donatore, il cui nobile gesto le ha offerto una preziosa seconda opportunità di vita.
In seguito a un infarto nel 2015, Inmaculada Gómez Sánchez ha vissuto con varie limitazioni, fino a quando il trapianto cardiaco è diventato l’unica soluzione possibile. Dopo circa tre mesi di attesa, l’ospedale ha potuto procedere con l’intervento, consentendo alla paziente di ritornare a una vita normale.
L’introduzione di questo programma di trapianto cardiaco da donatori in asistolia presso il Dr. Negrín Hospital rappresenta una nuova speranza per i pazienti in attesa di un cuore, aprendo una nuova fonte di organi per i trapianti. Fino ad ora, i cuori trapiantati provenivano da donatori deceduti per morte cerebrale, ma con questa nuova metodologia, anche gli organi dei pazienti deceduti per arresto cardiaco possono essere utilizzati.
Il Dr. Negrín Hospital, confermando il proprio impegno verso l’eccellenza medica, si unisce a una ristretta cerchia di istituzioni sanitarie spagnole in grado di effettuare trapianti cardiaci da donatori in asistolia, dimostrando l’innovazione e la dedizione del suo staff medico.
Questa procedura, utilizzando una macchina per la circolazione extracorporea (ECMO) per mantenere gli organi in condizioni ottimali fino al trapianto, è stata implementata solo in pochi ospedali in Spagna fino al 2021, ponendo il Dr. Negrín Hospital tra i pionieri di questa pratica.
L’ospedale sottolinea l’importanza della generosità dei donatori e delle loro famiglie, senza i quali non sarebbe possibile portare avanti tali iniziative nel campo della medicina e del trapianto d’organo.

