ISOLE CANARIE. Sia il governo regionale che le compagnie aeree accusano la compagnia pubblica di mettere in pericolo la ripresa del turismo annunciando un aumento delle tariffe del 4,1%.
Non è chiaro a nessuno che ci aspettano tempi difficili perché, a differenza dei loro profondi errori quando è scoppiata la bolla immobiliare, il conto per il tessuto sociale creato dall’Unione Europea per proteggere le persone durante la pandemia deve essere pagato, e lo sarà più presto che tardi, non appena torneranno le temute regole fiscali imposte da Bruxelles.
Resta comunque la consolazione di aver tratto insegnamento da quanto accaduto. Ma al COVID-19 si è aggiunta un’altra catastrofe, come l’aggressione della Russia all’Ucraina, i cui effetti dal punto di vista economico si sono tradotti in un’inflazione significativa per i Paesi dell’Eurozona, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi del carburante. Questa è una delle prime cattive notizie che arrivano in zone come le Isole Canarie, dove il turismo continua a essere sia la soluzione (rappresenta più del 30% del PIL) sia il problema, a causa della cattiva distribuzione della ricchezza che genera, insieme alla pena che comporta per un territorio fragile come l’arcipelago.
In particolare, il colpo di ieri alle Canarie è arrivato dall’annuncio della società pubblica Aeropuertos y Navegación Española (AENA), che proporrà di aumentare le tariffe aeroportuali del 4,09% a partire dal 1° marzo 2024, come ha comunicato ieri alla Commissione nazionale del mercato mobiliare (CNMV). Non è chiaro a nessuno che questo aumento comporterà di fatto un aumento delle tariffe aeree per il pubblico nei prossimi mesi, considerando che le compagnie aeree, che pagano queste tariffe per i servizi che ricevono dagli aeroporti, scaricheranno poi questo aumento sui passeggeri prima di dedurlo dal loro conto economico.

