TENERIFE. L’individuo si promuoveva sui social network come “l’uomo delle biotecnologie” della resina di hashish a Tenerife.
In un’operazione congiunta denominata “Lobo”, i funzionari di sorveglianza doganale dell’Agenzia delle Entrate e gli agenti della Guardia Civil hanno arrestato quattro persone legate a diverse piantagioni di marijuana, a un laboratorio clandestino in cui trasformavano la resina di hashish e a un cannabis club situato a Tenerife.
Lo scorso 12 giugno, i membri di entrambe le forze hanno effettuato un’entrata e una perquisizione in un club di cannabis e in due case nelle città di San Andrés e Abades (Tenerife).
Durante le indagini, gli agenti hanno scoperto che il club vendeva sostanze stupefacenti da consumare fuori dai locali per i non soci.
A seguito delle perquisizioni, sono state arrestate quattro persone che si trovavano all’interno delle proprietà, responsabili della custodia, della sorveglianza, della coltivazione, della lavorazione e della vendita di sostanze stupefacenti, secondo la Guardia Civil.
Tra gli arrestati c’è un cittadino italiano che si promuoveva sui social network e negli eventi come “il miglior estrattore e ‘biotecnologo’ di resina di hashish”, evidenziando la sua capacità di potenziare il principio attivo (tetraidrocannabinolo, THC) e, quindi, gli effetti del prodotto sull’organismo umano.
Durante le perquisizioni sono state sequestrate 716 piante di marijuana, sei chili di cime di marijuana confezionate, 146 grammi di hashish, 628 grammi di resina di hashish, 100 grammi di polline, 50 grammi di funghi allucinogeni, 28 sigarette preparate per il consumo, 112 barattoli di resina di hashish con un’alta concentrazione di THC e 6.490 euro in contanti.
Inoltre, è stata sequestrata una serie di attrezzature, tra cui una pressa idraulica e una macchina per la liofilizzazione di alto valore utilizzata per lavorare le piante di cannabis per ottenere resina, hashish e polline di qualità superiore.
Gli agenti hanno scoperto che i prodotti a base di marijuana rinvenuti erano stati sottoposti a processi per potenziarne il principio attivo e produrre effetti più intensi.
I detenuti sono stati trasferiti nei locali della Sezione Fiscale e di Frontiera della Guardia Civil nel Porto di Santa Cruz de Tenerife, dove si sono svolti i relativi procedimenti insieme all’Unità Operativa di Sorveglianza Doganale. Successivamente, i detenuti e gli effetti confiscati sono stati messi a disposizione del Tribunale di Istruzione numero 4 di Granadilla de Abona, a Tenerife.

