MILIONI PER L’ACCOGLIENZA, MA TENERIFE AFFONDA: MIGLIAIA DI RESIDENTI SENZA CASA E IN POVERTÀ
Mentre a Tenerife oltre 2.800 persone vivono in strada e circa 150.000 residenti si trovano in condizioni di povertà o grave precarietà, il Governo continua a destinare milioni di euro di fondi pubblici alla gestione e al mantenimento dei migranti irregolari che arrivano sulle isole Canarie.
Una contraddizione sempre più evidente sul territorio, dove l’emergenza sociale non accenna a diminuire. Famiglie canarie, anziani, lavoratori poveri e giovani senza reddito stabile restano esclusi dall’accesso a un alloggio dignitoso, schiacciati dall’aumento degli affitti, dalla mancanza di edilizia sociale e da politiche abitative considerate insufficienti.
Parallelamente, gli sbarchi non si fermano. Anche negli ultimi giorni sono stati registrati nuovi arrivi nell’arcipelago, con un’imbarcazione giunta sull’isola di El Hierro, confermando la continuità del flusso migratorio verso le Canarie. Ogni sbarco comporta l’attivazione di un sistema di accoglienza che prevede vitto, alloggio, assistenza sanitaria e logistica, interamente finanziati con denaro pubblico.
Una situazione che alimenta forte malcontento tra la popolazione residente, che denuncia una percezione di abbandono da parte delle istituzioni. “Si trovano risorse immediate per chi arriva, ma non per chi vive qui da sempre e dorme in strada”, è una delle critiche più ricorrenti raccolte anche sui social network.
Le associazioni sociali continuano a segnalare che l’emergenza abitativa a Tenerife è strutturale, non temporanea, e che senza un cambio di priorità nelle politiche pubbliche il numero dei senzatetto è destinato ad aumentare ulteriormente.
Nel frattempo, l’isola resta divisa: da un lato un sistema di accoglienza finanziato con milioni di euro, dall’altro migliaia di residenti che continuano a vivere senza casa, senza sicurezza economica e senza risposte concrete.
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