RETE DI SFRUTTAMENTO SMANTELLATA A LANZAROTE
La Policía Nacional e l’Ispettorato del Lavoro hanno smantellato a Lanzarote un sistema di sfruttamento nel settore edile, culminato con l’arresto di 16 persone, tra cui due imprenditori locali. L’operazione, denominata “Bordillo”, ha portato alla luce un meccanismo fraudolento basato sull’impiego di lavoratori stranieri irregolari costretti a lavorare sotto identità false fornite dall’azienda.
Le indagini sono iniziate a metà ottobre, quando l’Ispettorato del Lavoro ha scoperto che un’impresa edile dell’isola impiegava cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno e lavoro, facendoli figurare come dipendenti regolari già affiliati alla sicurezza sociale. Per eludere i controlli, ai lavoratori veniva imposto di memorizzare i dati di persone reali, così da presentarsi ai cantieri con un’identità di comodo.
Durante i controlli simultanei effettuati il 4 novembre in cinque cantieri nei comuni di Arrecife, Yaiza, San Bartolomé e Teguise, gli agenti hanno identificato quattordici operai che non erano in grado di ricordare con precisione la propria presunta identità: molti sbagliavano cognomi, date o dettagli basilari, confermando la messinscena orchestrata dalla ditta principale.
Secondo gli investigatori, l’azienda manteneva attivi contemporaneamente diversi lavoratori con la stessa identità, riducendo i costi contributivi e ottenendo così un illecito vantaggio economico. Un sistema che sfruttava la vulnerabilità di lavoratori stranieri privi di documenti, impiegati in condizioni precarie e sotto la costante minaccia di perdere l’unica fonte di reddito.
I quattordici operai sono stati arrestati per usurpazione d’identità, mentre i due imprenditori sono finiti in manette con accuse più gravi: falso documentale, usurpazione di stato civile e violazione dei diritti dei lavoratori. Dodici dei quattordici lavoratori non avevano alcun permesso di soggiorno, e tutti risultavano privi di autorizzazione al lavoro in Spagna.
L’inchiesta resta aperta: la polizia non esclude ulteriori sviluppi, né l’esistenza di altri cantieri coinvolti nella rete di sfruttamento. Un caso che riporta drammaticamente in luce le condizioni in cui molti lavoratori stranieri, spesso invisibili, vengono impiegati nel settore delle costruzioni delle Canarie.
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