Si tratta del calo più marcato a livello nazionale e del primo ribasso dal giugno 2024. I registratori immobiliari di Tenerife avvertono che i dati di un singolo mese possono essere distorti da una grande promozione edilizia e invitano ad attendere quelli trimestrali.
La pubblicazione periodica delle statistiche sulle compravendite in Spagna, diffusa sul sito ufficiale dei Registradores de la Propiedad, Mercantiles y Bienes Muebles de España, ha evidenziato ieri un dato sorprendente riguardante le Isole Canarie, dove il mercato immobiliare — un tema di grande impatto per moltissimi residenti — ha registrato nel mese di agosto un forte calo del 19,9% nelle compravendite di abitazioni.
Un dato particolarmente significativo per due motivi:
da un lato, quello delle Canarie rappresenta il calo più pronunciato tra tutte le comunità autonome spagnole; dall’altro, si tratta del primo ribasso registrato dal giugno 2024.
Cosa può significare questo calo?
Di fronte a una novità del genere, la domanda è inevitabile:
questo dato annuncia forse un cambio di tendenza in un settore tanto cruciale per un territorio che vive una pressione demografica e turistica ormai insostenibile?
Il decano dei registratori di Santa Cruz de Tenerife, Carlos Celestino Lalanda, spiega in un’intervista telefonica a questo giornale che, «per quanto eclatanti possano sembrare, i dati relativi a un solo mese possono risultare distorti dalla vendita di una grande promozione immobiliare, quindi è presto per trarre conclusioni».
In altre parole, aggiunge, «se nell’agosto 2024 — mese con cui si confrontano i dati attuali — si fosse venduta una promozione di, ad esempio, 300 abitazioni, cosa non rara soprattutto nel Sud dell’isola, l’attuale calo sarebbe in gran parte spiegabile con quel precedente».
In ogni caso, Lalanda invita ad attendere i dati trimestrali per verificare se si tratti davvero di un cambio di tendenza nel mercato delle compravendite, fenomeno che potrebbe influenzare in modo rilevante anche il mercato degli affitti, i cui prezzi elevatissimi stanno progressivamente espellendo dai centri urbani e turistici sia i residenti storici sia lavoratori e funzionari.
Confronto con le altre regioni spagnole
A completamento dell’informazione, va segnalato che gli aumenti più consistenti nelle compravendite di abitazioni nel mese di agosto si sono registrati a:
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Ceuta (+46,2%),
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La Rioja (+33,2%),
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Castiglia e León (+16,7%).
I calo più forti, invece, sono stati quelli di:
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Canarie (-19,9%),
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Melilla (-17,0%),
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Asturie (-12,7%).
Prezzi in crescita costante dal 2015
È ormai chiaro a tutti che monitorare l’evoluzione del mercato immobiliare va ben oltre il mero interesse economico, soprattutto dopo le gravi conseguenze del crollo della bolla immobiliare del 2008.
Dal quarto trimestre del 2015, infatti, i prezzi delle abitazioni alle Canarie non hanno mai smesso di crescere.
All’epoca, il valore medio era di 1.205 euro al metro quadrato, mentre nel secondo trimestre del 2025 ha raggiunto i 1.774 euro/m², secondo i dati ufficiali forniti dalla delegazione di Tinsa nella provincia di Santa Cruz de Tenerife — parte del noto gruppo internazionale leader nelle valutazioni e consulenze immobiliari.
Per comprendere meglio la somiglianza tra l’attuale andamento e quello pre-crisi, basta ricordare che il massimo storico del prezzo della casa nelle Canarie — sempre secondo Tinsa — fu di 1.910 euro/m² nel secondo trimestre del 2008, proprio poco prima dell’esplosione della bolla.
Da quel momento i prezzi crollarono fino al 2015, anno in cui tornarono a salire.
Una crescita più lenta, ma costante
Va detto, in ogni caso, che — per quanto la tendenza attuale possa destare preoccupazione — l’aumento dei prezzi pre-2008 fu molto più rapido: si passò infatti da 863 euro/m² all’inizio del secolo ai già citati 1.910 euro/m² del 2008.
L’attuale crescita, dunque, appare più graduale, ma non per questo meno significativa in termini di impatto sociale ed economico.

