La vendemmia di quest’anno a Tenerife si preannuncia modesta. I viticoltori stimano una riduzione media della produzione intorno al 35% rispetto agli anni precedenti. Le cause principali sono la scarsità di piogge e l’assenza di un vero inverno, fattori determinanti per il ciclo della vite. Le precipitazioni registrate negli ultimi mesi hanno migliorato la crescita, ma gli effetti sulla resa rimarranno condizionati dalle tendenze climatiche.
La stagione della vendemmia nelle isole Canarie varia molto in base all’altitudine e alle varietà coltivate, con un arco temporale che va da fine giugno fino a novembre. In Gran Canaria quest’anno si è iniziato già il 30 giugno, mentre a Tenerife le prime raccolte sono previste a settembre, soprattutto nelle zone più elevate.
Le denominazioni di origine di Tenerife
L’isola vanta diverse denominazioni di origine (DO), che presentano situazioni differenti:
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Tacoronte-Acentejo, la più antica delle Canarie (riconosciuta nel 1992), stima una riduzione del 40% rispetto al 2024, con la raccolta principale prevista a metà settembre. Negli ultimi anni la zona ha sofferto fortemente la siccità.
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Valle de Güímar, riconosciuta nel 1996 e nota per i suoi vini bianchi freschi e fruttati, prevede una produzione simile all’anno scorso, con un calo del 15-20% rispetto alla media storica, intorno ai 400.000 chili di uva.
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Valle de La Orotava, con i suoi caratteristici vigneti a cordone trenzato, prevede un raccolto di circa 500.000 chili, leggermente inferiore al 2024. La produzione di uve bianche appare però più promettente.
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Abona, che si estende dalle zone aride costiere fino ai 1.700 metri, registra una perdita del 20% rispetto al 2024. La produzione stimata è di poco superiore ai 700.000 chili, ben lontana dalla media storica che superava il milione.
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Ycoden-Daute-Isora, attiva dal 1994, e la DOP Islas Canarias, istituita nel 2011 e comprendente 53 cantine, registrano un calo compreso tra il 30% e il 35%. Nel complesso, nel 2024 a Tenerife si erano raccolti circa cinque milioni di chili di uva, ma quest’anno la cifra sarà sensibilmente più bassa.
Una viticoltura sotto pressione
Secondo Juan Jesús Méndez, enologo e presidente della DOP Islas Canarias, la tendenza negativa riflette un problema strutturale: “Le condizioni climatiche degli ultimi anni hanno ridotto la produttività dei vigneti e ciò si ripercuote sull’intero settore”.
Nonostante le difficoltà, la viticoltura canaria mantiene una delle stagioni di vendemmia più lunghe al mondo, che permette di sfruttare al meglio la diversità dei microclimi e delle varietà. Tuttavia, senza un’inversione nelle condizioni climatiche, i viticoltori temono che i prossimi anni possano confermare un trend di riduzione dei raccolti.

